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Premio Tirinannzi, ecco vincitori e finalisti della 37° edizione

A Daniele Gaggianesi la sezione Dialetto, ad Antonella Anedda Angioysua il Premio alla Carriera della XXXVII edizione del "Premio di Poesia Città di Legnano - Giuseppe Tirinnanzi": è questo il "verdetto" emesso a fine giugno dalla giuria tecnica del premio, presieduta da Franco Buffoni e composta da Uberto Motta e Fabio Pusterla, che ha nominato anche i tre finalisti per la sezione Italiano. A scegliere il vincitore di quest'ultima sezione sarà lo stesso pubblico, che in occasione della premiazione del prossimo 19 ottobre al Teatro Tirinannzi potrà esprimere il proprio voto su apposite cartoline, che saranno poi scrutinate sotto la supervisione di un notaio.

    Alla XXXVII edizione del Premio hanno partecipato complessivamente 181 poeti. Tredici i candidati per la sezione Dialetto di area lombarda, tutti autori di ottimo livello. Dopo attenta lettura, la giuria ha deciso di assegnare il Premio 2019 a Daniele Gaggianesi, nato a Corsico nel 1983, col volume Quand finissen i semafor (Arcipelago Itaca), opera che, ben lontana dall'usare il dialetto come rifugio di memorie bucoliche, lo cala con ironia nel mondo contemporaneo. La giuria ha anche ritenuto di assegnare una menzione di merito alle opere di Renato Laffranchini, Gianluigi Crivelli e Ferruccio Giuliani.

Molto più complessa, come da tradizione, la selezione dei finalisti per la sezione Poesia in italiano. Dopo attente riletture delle 168 opere pervenute in segreteria, la giuria ha deciso di selezionare come finalisti Andrea De Alberti con Dall’interno della specie (Einaudi), Fabrizio Lombardo con Coordinate per la crudeltà (Rosada) e Antonio Riccardi con Tormenti della cattività (Garzanti).

Il Premio alla Carriera 2019 è stato assegnato alla poetessa Antonella Anedda Angioy per la sua ormai quarantennale carriera, che l’ha vista spaziare dalla storia dell’arte alla critica accademica con una tesi di dottorato a Oxford su Darwin e Leopardi, alla critica militante su quotidiani e riviste. Ma è soprattutto in poesia che, a partire dagli anni novanta, Anedda si è imposta come una delle voci indiscutibili della poesia italiana di fine '900, conquistando un prestigio assoluto nell’ultimo ventennio anche presso le nuove generazioni.