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L’Istituto G. Falcone commemora le stragi e gli uomini uccisi dalla mafia

Sabato 25 maggio, giorno dedicato alle stragi di Capaci (23 Maggio) e via D’Amelio ( 9 luglio). Con la visione di un video realizzato dagli studenti che si sono recati a Palermo/ Cinisi da 6al 10 maggio 2019 si apre la conferenza, così l’Istituto G. Falcone di Gallarate fa memoria delle stragi e di tutti gli uomini uccisi per mano della mafia. Dopo il saluto della Dirigente scolastica  dott.ssa Marina Bianchi e il breve intervento della prof.ssa Annitta Di Mineo, referente della Legalità “ Dedizione assoluta e spirito di servizio da parte dei giudici e della scorta verso lo Stato, ricordiamoci che lo Stato siamo noi, pertanto fare antimafia è dovere di ognuno”, poi invita gli astanti ad alzarsi in piedi e  in assoluto silenzio legge i nomi: “giudice  Giovanni Falcone, giudice Paolo Borsellino, Francesca Morvillo (moglie e magistrato di Falcone). Rocco Di Cillo. Antonio Montinaro, Vito Schifani, Walter Eddy Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Nomi indimenticabili che costituiscono un patrimonio conoscitivo e un atto di civiltà per un cambiamento sociale “.   

“Il collegamento tra il Magistrato e le Forze dell’ordine è fondamentale” esordisce il giudice Annamaria Fiorillo. “ Mi sono occupata della figlia di un mafioso/ ‘ndranghetista, è stata allontanata dalla famiglia perché il padre è stato dichiarato decaduto dal ruolo di genitore e gli è stata tolta la patria potestà. Ho conosciuto il giudice Antonino Caponnetto in una conferenza, Rita e Salvatore Borsellino il quale porta avanti nelle scuole la sua battaglia contro la mafia. La data del 23 Maggio, morte di Falcone, mi accomuna perché il 23 maggio ho prestato giuramento come magistrato, credo nella giustizia e voglio dimostrare la verità. Falcone era un giudice che combatteva la mafia, il motivo della sua morte, vittima del Clan ‘’Cosa Nostra’’. Borsellino era un giudice civile, per amicizia con Falcone passò anche lui a contrastare la mafia. La ‘ndrangheta è una società organizzata come ‘’Cosa Nostra’’ ed anch’essa è potente, ed è presente nelle nostre zone come Gallarate”.

Chiude parafrasando Martin Luther King: “Ragazzi non chiedetevi cosa possono fare i genitori per voi, ma chiedetevi cosa potete fare voi per loro”. Agite con onestà.

Prende la parola il Dirigente del Commissariato di Gallarate, dottor Luigi Marsico che onora altri nomi: “Rocco Chinnici, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, Boris Giuliano. La mafia si evolve, si adegua alla società, adesso è un cancro. La mafia ha paura della giustizia ma di più ha paura della scuola, della cultura, studiate ragazzi, fate il vostro dovere affinché l’illegalità non venga perpetrata”.

Lo studente universitario Emiliano Ferrari illustra la mafia più potente del mondo, la ‘ ndrangheta che usa la strategia del terrore attraverso tre elementi fondamentali:

  • Uomo
  • Leggenda del pastorello Antonio Pelle e il Santuario della Madonna Polsi.
  • Luogo, Aspromonte e il paese di San Luca

All’interno di questa organizzazione criminale sono presenti delle regole ferree, c’è una gerarchia che tutti devono rispettare, e se nasci ‘nadranghetista ci resti, oppure lo puoi diventare. In Lombardia, molti sono gli appalti indagati perché presente la ‘ndrangheta.

Al termine gli studenti  Lorrane Torretta, (3APA), Sinisi Francesco(3AT), Edoardo Raccio(4APE), Martina Leone, Alice Perotta, Martina Mangano, Giulia Congiu, Marco Croci(3BPF), Anastasia Rotaru, Alessia Besana, Tobia Borzone, Erika Belotti, Alex Galuppo, Delia Alexandra Itco, Vincenzo Acerenza(4AT,4BT) accompagnati dalle docenti Donatella Perego e Annitta Di Mineo, convengono nel dire che il viaggio Palermo/Cinisi li ha portati a riflettere, e visitare i luoghi delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, il casolare dell’uccisione di Peppino Impastato, i beni confiscati alla mafia oggi strutture di legalità( Caserma di Carabinieri, Biblioteca di Cinisi) hanno fatto notare loro che la giustizia e la verità esistono, e bisogna crederci.