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Kolbe Legnano, una "trasferta per ricordare"

Trasferta speciale per la squadra di U16 femminile di pallavolo della Kolbe Legnano partita lo scorso 24 aprile per quattro giorni in terra polacca. Le ragazze della squadra hanno visitato il Santuario di Czestochowa, partecipato ad un torneo di pallavolo organizzato con squadre provenienti da varie città della Polonia, visitato i campi di concentramento di Aushwitz e Birkenau, le miniere di sale e la città di Cracovia. Di seguito il racconto di Mauro Martini, presidete della S.M. Kolbe 


Inizia tutto così: Giulia e Chiara ad inizio stagione dicono di aver studiato la seconda guerra mondiale e di essere state colpite dall’argomento “campi di concentramento” soprattutto da Auschwitz e chiedono, in realtà senza troppa speranza, di organizzarci una visita.

La Kolbe quattro anni fa aveva già organizzato proprio ad Auschwitz un torneo di calcio e con l’aiuto logistico di Sergio consigliere dell’associazione sportiva che conosce bene la zona, decide di riprovarci con la pallavolo e così l’U16 femminile il 24 Aprile ha lasciato Legnano per trascorrere quattro giorni in terra polacca.

  L’avventura è stata davvero sportiva-educativa perché è stata un mix di emozioni quali fatica, gioia, lacrime, sport, commozione, stupore, amicizia, esperienza, convivenza, e tanto altro sparso nelle varie attività svolte: una visita guidata al Santuario di Czestochowa, un torneo di pallavolo organizzato con squadre provenienti da varie città della Polonia, una visita guidata ai 2 campi di concentramento (Aushwitz e Birkenau), alle miniere di sale ed un giro per la città di Cracovia.  

Perché una trasferta tipo questa? Cosa ha a che fare davvero con lo sport? Prima di tutto la Kolbe prende il suo nome proprio da San Massimiliano Kolbe (S.M.K.) una delle vittime dell’olocausto, il nome non lo abbiamo scelto a caso e lo portiamo fieramente stampato sulle nostre maglie e vorremmo che la sua testimonianza possa essere per noi un costante richiamo sia quando scendiamo in campo che nella vita.

In secondo luogo fare associazione sportiva per noi è anche questo, non vogliamo assolutamente sottrarci dallo sport e non neghiamo di inseguire come tutti i risultati e la crescita sportiva, ma proviamo attivamente a cercare di far crescere i nostri atleti anche attraverso attività educative come questa.

Se a poche centinaia di metri da uno dei luoghi più funesti che l’umanità abbia visto, si è potuto svolgere oggi in serenità un torneo di pallavolo (completato in serata con uno splendido “terzo tempo”: una grigliata assieme alla squadra locale tra balli, canti ed amicizia) vuol dire che c’è una speranza per tutto al mondo… ma questo può essere possibile solo nel rispetto del passato e solo se non dimentichiamo! Per questo abbiamo chiamato questa uscita “una trasferta per ricordare”.

E' stata un'esperienza meravigliosa, un'esperienza che, come ci hanno detto le ragazze, lascerà sicuramente il segno.

Mauro Martini

Nella foto sotto, il capitano dell’U16 Chiara Nadin  dona il gagliardetto al vice Sindaco di Oswiecim Krzysztof Kania.