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Amarcord socialista: il "vero" Craxi, a Legnano, nel 1981

Mai come in questi giorni la figura di Craxi è stata così attuale a Legnano. Le riprese del film "Hammamet" sul nostro territorio stanno interessando parecchio  i legnanesi. Tra questi, c'è chi ricorda le visite del leader socialista in città e anche chi ha conservato ricordi tangibili di quelle presenze.

Oggi, in redazione, ecco così arrivare una trentina di fotografie in bianco/nero, scattate da Alessandro Mezzenzana, incaricato nel 1981 di documentare l'inaugurazione della sede del PSI di Legnano, in Via Pietro Micca. 

Un omaggio per il quale ringraziamo assolutamente l'amico Alessandro e che vogliamo condividere con i nostri lettori, convinti che più di uno riuscirà a identificare tanti tra i presenti a quello storico momento della vita politica locale.

    Rivediamo con piacere personaggi di spessore come Giuseppe Poggi, Gianfranco Troielli, l'ex sindaco di Milano Carlo Tognoli, Franco Crespi.

In fondo, in piedi, tra le due file di sedie, anche un giovane cronista, allora 30enne, del quotidiano La Prealpina. Penna in mano, prendeva appunti. Immagine non sfuggita a Craxi. In un attimo, il rimprovero al giornalista: "Il discorso ufficiale è questo - disse, mostrando il foglio che teneva in mano - ogni altra affermazione sarà smentita".

L'atteggiamento di Craxi non piacque al redattore capo del giornale, Giorgio D'Ilario, soprattutto perchè l'intenzione dell'illustre ospite socialista era diretta a censurare l'intervento in cui attaccava severamente il comportamento della Guardia di Finanza. La Prealpina pubblicò così un editoriale ripreso a livello nazionale da Indro Montanelli in un "Controcorrente" su Il Giornale.

Pensate un po' se oggi uno dei nostri politici più chiacchierati pensasse di comportarsi così... impossibile. Finirebbe su ogni social, coperto da ogni genere di attacco mediatico.

Allora, solo applausi per il leader socialista. Il cronista, invece, abbastanza scosso, venne accompagnato fuori dalla sede, "consolato" da Giuseppe Poggi e Teodoro Santambrogio, tra i pochi (forse i soli) a capire la situazione.