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La scienza, la tecnologia e... la Chiesa nelle indagini di Nuzzi

La scienza e la tecnologia che ruolo hanno nell'attività investigativa? Doveva essere questo il tema principale dell'incontro promosso da Daniela Parotti contitolare del Bar Muzza, in Galleria Ina, a Legnano, tuttavia, quando interviene Gianluigi Nuzzi, noto conduttore di "Quarto Grado", come non aspettarsi una deviazione verso la Chiesa e le polemiche che la trascinano spesso sui media?

E così è stato. A dir il vero, Nuzzi si è tenuto lontano dall'argomento... scottante, nonostante una introduzione a... gamba tesa dell'assessore Franco Colombo, in veste di moderatore della serata: "Parleremo anche della Chiesa e di tutto quello che nasconde...", la sua anticipazione.

Così, il giornalista di Rete4 ha affrontato il tema principale dell'incontro sul ruolo della tecnica e della scienza in ambito di indagini, attraverso i casi più chiacchierati della cronaca giudiziaria nazionale, ma sollecitato soprattutto dagli altri assessori presenti, Maurizio Cozzi e Maira Cacucci, ha anche trattato la questione dei processi "mediatici" e di quanto influiscono su quelli veri nei tribunali.

Soltanto nel finale l'atteso intervento sulla Chiesa, provocato da un ospite e dalla domanda sulla vicenda Orlandi. Nuzzi ha parlato di un "caso mondiale manomesso" e di tanti misteri mai volutamente risolti: "Io - ha voluto sottolineare bene il giornalista -sono un convinto credente. Non attacco la Chiesa sul piano della Fede e della ideologia. Io critico i delinquenti che ne minano la credibilità. Oggi, sono di diversa natura i problemi del mondo ecclesiale. Anzittuto, meno vocazioni, meno offerte e anche mal gestite, meno fedeli. Quindi, la pedofilia, che equivale all'11 settembre per il mondo laico".

Per quest'ultimo ambito, Nuzzi ha definito Papa Francesco un "pontefice che oggi è il migliore che abbiamo, grazie esclusivamente all'azione del suo predecessore abile nel mettersi da parte e creando i presupposti per la sua elezione, ma abbiamo anche un Santo Padre che non eccelle nella lotta ai sacerdoti pedofili". Un pensiero in linea a quell'altra, famosa affermazione: "La rivoluzione è dimettersi per il bene della chiesa, non attraversare una piazza per comprare gli occhiali in un negozio".

E Nuzzi ha parole di benevolenza infine per mons. Viganò, il grande accusatore proprio di Papa Francesco, quando conclude così: "Mons. Viganò, sulla pedofilia, ha compiuto un solo errore, chiedendo le dimissioni del Pontefice. Ha trasformato una denuncia in un atto politico, spostando l’attenzione dal problema vero. Oggi si punta di più a delegittimarlo che a verifcare le sue affermazioni". 

Insomma, evviva Ratzinger e Viganò, abbasso Bergoglio... con il patrocinio del Comune. Amen.

(Marco Tajè)