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Croce di guerra al valor militare al cerrese Antonio Gianazza

Nella vita centenaria di Antonio Gianazza ci sono tante storie da raccontare. Nato a Cerro Maggiore il 16 giugno 1918, dopo una vita di lavoro adesso è ospite della Casa Famiglia di Busto Garolfo di Fondazione Mantovani Solidas Onlus. E oggi, martedì 31, il suo passato gli è valso la Croce di guerra al valor militare.

Antonio Gianazza è un fante, reduce della seconda guerra mondiale. Il cerrese ha combattuto prima sul fronte occidentale in Francia, poi, nell’ottobre del 1940 è partito per la campagna di Grecia e all’inizio del 1942 è stato mandato in Russia. Da quell’esperienza tragica tornò a casa grazie a tanto spirito di volontà e, soprattutto, facendosi forza con i suoi commilitoni.

Alla cerimonia di consegna di oggi sono state tante le autorità che hanno portato il loro omaggio ad Antonio Gianazza: il colonnello Mario Arnò, comandante del Centro Documentale di Milano, Luigi Cuomo, responsabile del cerimoniale, il cavalier Angelo Mario Sciuccati, segretario nazionale dell’Associazione Fanti d’Italia, il sindaco di Cerro Maggiore Nuccia Berra, l’assessore all’ecologia e viabilità di Busto Garolfo Mauro Zanzottera, l'assessore ai lavori pubblici di Busto Garolfo Giovanni Rigiroli, il presidente dell’associazione anziani di Cerro Maggiore Tarcisio Martinotto, Re Garbagnati delegato di zona dell’Associazione Combattenti e Reduci. Con loro Giacomo Agrati, storico locale di San Vittore Olona autore del volume “Quelli della neve” dedicato alla campagna di Russia e, in particolar modo, ai quei 378 ragazzi dell’Alto Milanese che non fecero mai ritorno a casa.

«Siamo particolarmente onorati - ha detto il direttore generale Michele Franceschina, presente con la vice coordinatrice di struttura Laura Vismara - di poter oggi ospitare qui questa cerimonia. Lo facciamo con un grande sentimento di gratitudine nei confronti del signor Antonio e di tutti quelli come lui: oggi se viviamo in un Paese libero, lo dobbiamo a queste persone. Hanno combattuto e si sono sacrificati perché le future generazioni potessero vivere in pace e prosperità».

(Chiara Lazzati)