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Una canzone in latino-arabo, un inno per la Pace

Nel video di copertina, una mini ripresa a cura di un tecnico del suono durante le prove-luce 


Dopo il successo di brani in latino, ecco la nostra lingua madre abbinata all'arabo in un altro progetto musicale che vede protagonista un docente legnanese di Lettere all'Istituto Dell'Acqua, il prof. Gianluca Cellai

Una iniziativa in ambito di “musica-dance” che ci viene così illustrata: "Qualche anno fa - spiega il prof. Cellai - con un team di specialisti di musica commerciale di Milano, tra cui Joe T Vannelli dello Staff di “Radio DJ”, vennero pubblicati con lo pseudonimo di "Kronos" alcuni dischi in latino. Ricordo “Roma Caput Mundi”, “Magica Europa”,  “Party’s Deorum”, “Salve Regina” e Habemus Italiam”, per riportare la lingua di Roma, oltre che tra i miei studenti milanesi, anche in discoteca. Il successo venne decretato da oltre un milione di visualizzazioni sul canale youtube per uno di quei dischi".

Adesso, il progetto prosegue con Sakina El Azami, la cantante araba di Franco Battiato: "Ho costruito un nuovo testo in latino ed arabo, dal titolo "Lullonannadance" che fonda assieme due lingue antiche e due mondi apparentemente diversi: "Oriente ed Occidente", in un mixer tra i colori della Bandiera europea e quelli degli Emirati arabi", prosegue il nostro amico professore.

 "Si tratta di un prodotto completamente diverso dai soliti “standard” commerciali - spiega ancora il prof. Cellai -, un “cantus epicum”, ma allo stesso tempo una “melodia d’amore”, in un’atmosfera surreale e senza tempo, tra le armoniche latine che si sposano con la lingua sacra del Corano: l’arabo; una “Ninnananna” mai scritta prima da alcuno in latino: radice-madre di molti degli idiomi europei."

"Un brano che invece d’addormentare, permette di rinascere, in una Lullonannadance che farà ballare, rispetto a quelli tradizionali degli altri linguaggi; un’apparente “lingua morta”, ricca di 2.000 anni di Storia; punta della Chiesa e della Cultura mondiale, mutata in una “lingua viva” e alla portata di tutti - queste le definizione date dal docente-artista - con due voci di due culture e di due religioni differenti, si muovono e si uniscono in “orologio magico” per riportarci indietro nel tempo. Uno stendardo che possa fare il giro del mondo, ed abbracciare l’Oriente con l’Occidente, due spazi, non dissimili, che si fondono in un disco per dar vita ad un unico frutto in comune: l’Amore per la Pace!"

(Marco Tajè)