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Parabiago, nascono gli orti dei cistercensi

Ci sono voluti circa due anni di proposte, studi e programmazione per vedere realizzare i primi step de “L’orto dei Cistercensi”, un progetto che l’amministrazione comunale di Parabiago sta realizzando attraverso l’Ecomuseo del Paesaggio in collaborazione con il Liceo Cavalleri, il CPS  e con l’Associazione Fabbrica di Sant’Ambrogio.

Dopo alcune azioni iniziali di preparazione, studio e condivisione, nelle scorse settimane l’attività degli orti, nonché la piantumazione di piantine aromatiche, è entrata nel vivo realizzando al centro diurno del CPS di Parabiago gli orti cistercensi: le persone fragili hanno potuto lavorare in sinergia con gli addetti del Distretto Agricolo Valle Olona e con alcuni ragazzi del Liceo Cavalleri. 

«Il valore umano e didattico di questa iniziativa è indubbiamente sotto gli occhi di tutti - commenta l'assessore Marica Slavazza -. Vedere il modo in cui i ragazzi hanno saputo lavorare, progettare e anche guidare le persone fragili nel realizzare gli orti, ci fa dire di perseverare nella cura delle persone, ma anche del valore che la terra offre sia in termini di frutti, che di occasioni di socialità e conoscenza. Siamo grati a quanti si stiano impegnando in questo progetto tanto ambizioso, dal DAVO, alla Fabbrica di Sant’Ambrogio, ai ragazzi del liceo, agli educatori del CPS, al responsabile dell’Ecomuseo dott. Raul Dal Santo che dimostra sempre molta professionalità e capacità di gestire progetti di così ampia portata, ma soprattutto un grande grazie all’Ats nella persona del Direttore dr. Massimo Lombardo che ha condiviso con grande entusiasmo l’idea di questa rete territoriale sottoscrivendo la convenzione con il Comune che permette l’utilizzo di quest’area».

Il lavoro degli orti richiederà cura e proseguirà in quest’area di territorio scelta perché è il luogo in cui i monaci Cistercensi di Sant’Ambrogio della Vittoria sono rimasti presenti fino alla soppressione del 1798. In quel momento una recinzione, tuttora esistente, perimetra un’area abbastanza consistente che all’epoca era destinata a giardino, orto e frutteto. L’area, in parte edificata nel secondo dopoguerra, è oggi in gran parte inutilizzata ed è proprio qui che il progetto degli orti cistercensi si sviluppa proponendo attività sociali e didattiche per realizzare l’orto officinale, l’orto didattico, l’orto sinergico, l’orto comune e l’orto sociale.