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Da Facebook alla piazza, una raccolta firme per la sicurezza

Una raccolta firme per arginare una «situazione che ormai sta degenerando» e «mobilitarsi a fianco dei rescaldinesi che pretendono di vivere sicuri nelle loro case, lungo tutte le strade del paese e nei loro boschi». É questa la proposta lanciata via social dal gruppo Facebook "Noi uniti per la sicurezza di Rescaldina" e in primis dal suo amministratore Michele Cozzi, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e scendere in piazza con una petizione per chiedere «alla giunta comunale interventi decisi ed immediati a tutela della sicurezza dei cittadini». 

Pochi obiettivi ma ben chiari, quelli che si prefigge il principale animatore dell'iniziativa, da sottoporre, oltre che a sindaco e giunta, anche ai Prefetti di competenza: aumentare la videosorveglianza nelle aree sensibili, incrementare il numero degli agenti di Polizia Locale (l'arrivo di un nuovo agente al comando di via Matteotti, peraltro, è già in programma per il 2018, ndr) lungo le strade cittadine, estendere la vigilanza sul territorio anche alle ore serali, coinvolgere le associazioni preposte di volontariato per una maggior copertura ed elaborare un piano di intervento progettato in sinergia tra le Forze dell'Ordine. La speranza naturalmente per Michele Cozzi, che al più presto conta di scendere anche in piazza con un banchetto per "fare proseliti", è quella di un buon riscontro da parte della cittadinanza: «Spero proprio che l'iniziativa abbia una buona riuscita e visto il malcontento dei cittadini mi auguro che ci sia un buon riscontro».

L'idea della raccolta firme piace, e anche molto, al primo cittadino Michele Cattaneo, che per primo sottolinea che «sulla stazione e sui boschi c'è un problema reale»: basti pensare che dal 2014 ad oggi i fogli di via sono triplicati, passando dai 5 emessi nel 2014 ai 18 del 2017. Proprio per questo lo stesso sindaco ha già scritto due volte al Prefetto meneghino, una prima volta a novembre e poi ancora due settimane fa, e ha già incontrato Luciana Lomorgese per portare anche alla sua attenzione il problema, chiedendole «di convocare una riunione con la Polizia di Stato oltre che con i Carabinieri, perchè della Polizia di Stato fa parte la Polfer che ha competenza sulla stazione». Sempre per la stazione, da Piazza della Chiesa hanno anche «scritto una decina di volte a Trenord - come spiega il sindaco Cattaneo -, che continua a rispondere che si attiveranno e che le telecamere funzionano. Certi episodi però continuano a succedere, e noi continueremo ad insistere». Per i boschi, invece, la situazione è più complessa: «Il problema - sottolinea il primo cittadino - è che i boschi sono divisi tra sei Comuni diversi: solo una minima parte è sul territorio di Rescaldina, mentre la maggior parte della superficie, tutta quella che si estende sugli altri cinque Comuni, è in provincia di Varese, e la Prefettura di Milano con quella di Varese si è accordata per lasciare la potestà sull'intervento alla Prefettura di Varese».

E proprio perchè le criticità sulla zona della stazione e sui boschi sono problema quotidiano per i rescaldinesi, l'idea di una raccolta firme potrebbe "regalare" a Rescaldina un'arma in più oltre all'impegno dei Carabinieri e della Polizia Locale: «Un territorio che fa vedere ad un Prefetto che è coeso ed anche preoccupato - commenta Michele Cattaneo -, manda un doppio segnale: fa vedere che eliminare questo problema è una priorità per tutti e mette in luce che non è solo una lotta politica o una lotta di parte». 

«Troviamoci e strutturiamola insieme - è stato infatti l'invito diffuso dal sindaco sui social sin dalle prime ore dopo il lancio dell'iniziativa - perchè sia davvero efficace e non una generica richiesta di "sicurezza" che vuole dire tutto e niente e rischia di rimanere lettera morta».

Per ora, però, il suo invito sembra destinato a rimanere inascoltato: «Ho dato vita a questa iniziativa esclusivamente come cittadino - è la posizione di Michele Cozzi -, per il paese, per i cittadini e per il futuro dei nostri figli. Non ho un fine politico e non voglio supporti politici».

(Leda Mocchetti)