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"New York, dove la pulizia fa concorrenza a Roma"

Ivo Paiusco, presidente dell'Associazione Alcide De Gasperi di Legnano, si trova a New York per svolgere il compito di volontario all'evento culturale promosso da Comunione e Liberazione, che si svolgerà a Manhattan nel fine settimana prossimo (12-14 gennaio). Come promesso, ecco una sua prima riflessione all'arrivo negli States.


Caro direttore, il tempo è tiranno per cui mi limiterò ad alcuni flashes sulla realtà di New York che in questo momento mi è più prossima.

Innanzitutto l'emergenza di freddo e neve, la bomba, come l'hanno chiamata, è finita. Atterrando al JFK si potevano intravvedere intere distese di pezzi di laguna ghiacciati e vaste distese innevate. Le piste sono tutte sgombre ma con giganteschi accumuli di neve addossati ai caseggiati di servizio, che danno quasi l'idea delle saline.

Le strade di East Harlem dove risiedo sono sporche come sempre e i rifiuti fanno bella mostra sui cumuli di neve agli angoli delle strade. Qui la pulizia fa concorrenza a Roma.

Un aspetto tipico di questi giorni sono gli alberi di Natale buttati sui marciapiedi in attesa che gli addetti alla nettezza li raccolgano. Sono dovunque. Un secondo paragone con Roma è questo. Roma è famosa per i gatti, mentre New York per i topi. Finora li avevo visti solo tra i binari della metro, di dimensioni anche notevoli, ieri ne ho visti tanti a Washington Square, in un parco cittadino, aggirarsi indisturbati dentro e fuori un cestino dell'immondizia, liberi come scoiattoli a Central Park. E il bello è che c'era gente seduta sulle panchine a dieci metri, se non meno, completamente indifferente. Prima o poi ci sarà una qualche epidemia. Voi sapete poi di tutta la polemica assurda contro Cristoforo Colombo in nome del politically correct che ha messo a rischio le sue statue. Invece se la passa benissimo Garibaldi e la sua statua troneggia sempre nel parco di Washington square con vista sui topi.

Uno scrittore italiano moderno ha scritto che New York è un città senza tende alle finestre  di modo che tutti ti possono guardare dentro in casa. In effetti questo è  vero e ieri ne ho avuto un esempio anche a riguardo di un luogo pubblico. Presso la New York University sempre nei pressi di Washington square si trova il centro cattolico dell'università gestito dai padri domenicani. Avevamo bisogno di un punto di appoggio per mia figlia suor Rachele che doveva spedire alcune mail; all'interno c'e una  bellissima sala di lavoro con tavoli e divani con vetrate aperte sulla strada, di modo che dall'esterno tutti ti vedono. E lo stesso vale per la cappella anche durante la Messa o l'ostensione del Santissimo Sacramento.

Alla prossima. Se riesco vi racconto della visita al Tenement Museum, con le case degli immigrati europei nell'800.

Ivo Paiusco