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Commissioni consiliari e consulte, le novità

Saranno 8 e non più nove le commissioni consiliari. Cambia il regolamento per le consulte.

La parte finale della seduta consiliare di ieri, martedì 12, ha definito le nuove commissioni consiliari permanenti. Prima novità, il numero. Sono ridotte a 8, anche se comprenderanno tutte le tematiche già oggetto della passata amministrazione che ne aveva istituite 9. Approvata la proposta di convocare tutte le commissioni mercoledì 20 settembre, per accelelare i tempi e l'inizio dei loro lavori.

Saranno sempre tre, invece, le consulte, ma con un regolamento modificato. Principalmente, saranno composte da un minimo di 5 componenti a un massimo di 10; non sarà più previsto il corredo di 25 firme per ciascun candidato; le candidature oltre il numero massimo saranno tenute in considerazione per eventuali surroghe; qualora non ci siano almeno 5 candidature saranno valutate le proposte dei capigruppo e, si dovesse superare il numero massimo di 10, si procederà con votazione a scrutinio segreto in consiglio comunale.

Preceduta da un vivace dibattito sui social, la delibera ieri sera è stata approvata con un emendamento proposto dall'onnipresente pentastellato Andrea Grattarola per garantire più democrazia e trasparenza nella nomina dei componenti, e da una discussione animata soprattutto dallo stesso Grattarola (M5S), Gusmeri (Insieme per Legnano), Berna Nasca (PD).  I tre gruppi che poi avrebbero votato contro la delibera. Sollecitazioni indirizzate in particolar modo alla riduzione del numero dei componenti le consulte, al ritorno di una idea autoreferenziale delle consulte stesse, a un indebolimento della partecipazione dei cittadini alla vita socio-politica.

"Abbiamo corretto un sistema che, all'opposizione, avevamo sempre contestato - la spiegazione del sindaco Fratus - Abbiamo riproposto ciò che a noi appare più trasparente. Tutti si possono candidare al di là di avere 25 firme, tutti possono partecipare alla vita politica. Abbiamo solo ridotto il numero dei componenti, perchè l'esperienza ci ricorda quante surroghe abbiamo dovuto approvare in consiglio comunale. Siamo coerenti con quello che abbiamo sempre pensato, nel pieno rispetto comunque delle richieste del cittadino e, infine, i suggerimenti di chi aveva lavorato prima sono stati tenuti tutti in considerazione".

(Marco Tajè)