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Mario Tajé: una vita in lilla, da Mari a Munafò

Settantatre anni, il lilla che gli scorre nelle vene, oltre venticinque trascorsi nella sede di via Palermo o sui campi di allenamento, questo in poche parole il profilo di Mario Tajè, attuale team manager dell’AC Legnano ed indiscussa bandiera del calcio cittadino.

Una “carriera” la sua iniziata con il presidente Giovanni Mari, proseguita con Ferdinando Villa passando poi per Mauro Rusignolo ed oggi con Giovanni Munafò, questi i presidenti più importanti avuti in questi anni, a cui Mario è indissolubilmente legato perché, con loro, ha ottenuto altrettante promozioni.

       E pensare che Mario Tajè è stato convinto ad entrare in società da Romualdo Capocci, altro personaggio legato a doppio filo col calcio legnanese, con un ruolo marginale che però piano piano è divenuto sempre più importante. Per molti anni segretario dell’AC Legnano alcuni anni orsono rinunciò, sempre per amore del suo Legnano, ad una collaborazione con l’Internazionale di Milano chiamato addirittura da Sandro Mazzola. Mario preferì rimanere nella sua città, dove, per sua stessa ammissione, visse il suo momento migliore con la promozione in serie C con la presidenza Rusignolo e la guida tecnica di Roberto Bacchin con Gigi Cappelletti direttore sportivo.

Mario Tajè ha vissuto altre importanti esperienze dietro le scrivanie di società blasonate come Borgomanero, Sparta Novara, Solbiatese, NCP Pero e Caronnese ma inesorabilmente il destino lo ha sempre riportato nella sua Legnano. Nelle sue poche parole tutta la passione e l’amore che lo legano alla maglia lilla: “Ho vissuto tanti bei momenti, quello più brutto quando sono andato via dal Legnano per accasarmi col Borgomanero. Ringrazio la famiglia Munafò per avermi dato ancora la possibilità di essere in questa grande famiglia”.
 

(Sergio La Torre)