Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

La Folgore ha ricordato i sui "miti"

La stagione dei record, quella che rimarrà negli annali tanto per capirci, quale modo migliore per concluderla se non organizzare una partita tra vecchie glorie del calcio legnanese e ben tre tornei dedicati ad altrettanti personaggi che hanno reso grande e unica la Folgore Legnano.

E’ così che in casa grigiorossa hanno voluto concludere l’anno calcistico, con una sfida che ha visto scendere in campo giocatori tassativamente over 50, pronti a darsi battaglia come ai vecchi tempi. Ritmi ovviamente sottotono (è un eufemismo), tanto, tanto divertimento come è nel DNA di questa società che sta scrivendo pagine e pagine di calcio vero, dal sapore di altri tempi.

       Contemporaneamente si sono disputati sul terreno del “Pino Cozzi” anche tre tornei dedicati a tre uomini che col loro modo di lavorare nel mondo del calcio cittadino, hanno reso un grande servizio al percorso della Folgore, uomini che hanno fatto dell’etica professionale e comportamentale un simbolo a cui ancora oggi i dirigenti grigiorossi sono legati. Stiamo parlando di Terenzio Bonfanti, Renato Verga e Adrian Epurè, a cui sono stati intitolati i tornei di cui sopra, per le categorie giovanissimi, allievi e prime squadre.

Nei giovanissimi a conquistare il podio più alto è stata la Cedratese vittoriosa in finale sulla Folgore, mentre negli allievi la Pro Juventute ha prevalso sui padroni di casa solamente ai calci di rigore.

Nel torneo prime squadre ad aggiudicarsi il trofeo è stato l’Atletico 2013, con anche qui la Folgore sconfitta ai rigori.

Si conclude dunque un anno straordinario per la Folgore, capace, coi pochi mezzi a sua disposizione, di raggiungere i playoff del campionato di prima categoria, di cementare un gruppo che sicuramente saprà confermarsi ad alti livelli, non fosse altro per questo spirito di appartenenza che ha chi indossa la maglia grigiorossa.

(Sergio La Torre)