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Migranti a Expo: politici pro e contro

Il Prefetto di Milano Alessandro Marangoni ha comunicato al Sindaco di Rho Pietro Romano nella giornata di ieri, lunedì 21 marzo, di aver autorizzato l’utilizzo temporaneo del Campo Base di proprietà di EXPO sito in via De Gasperi per l’accoglienza di alcuni profughi. Ciò a seguito dell’intensificarsi dell’emergenza dovuta ai nuovi numerosi arrivi ed ai salvataggi in mare. Attualmente sono ospitati in quella struttura circa 90 persone. La gestione del Campo Base, che si trova all’esterno dell’area EXPO, è stata affidata alla Croce Rossa Italiana, che dovrà occuparsi di tutto quanto necessario per l’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo. Oltre ai profughi che sono arrivati ieri, il Campo Base ospita anche le maestranze che stanno provvedendo allo smantellamento del sito espositivo. 

In merito a quanto sopra il Sindaco di Rho Pietro Romano dichiara: “Si tratta di una decisione presa in tutta autonomia dal Prefetto di Milano, che se ne è assunto la responsabilità e che ovviamente ha l’autorità di disporre delle strutture per l’accoglienza dei profughi. Da parte mia nei mesi scorsi avevo già manifestato la mia contrarietà, che ho ribadito al Prefetto, all’utilizzo di questa struttura sia perché in base agli accordi sottoscritti con EXPO il Campo Base dovrà essere smantellato e l’area, sul quale insiste, ripristinata a verde e ceduta gratuitamente al Comune di Rho a titolo di compensazione ambientale, sia perché sono da sempre contrario alla creazione di campi profughi, che non sono a mio avviso la soluzione per la gestione del problema. Come peraltro confermato nei giorni scorsi anche dal Ministro Alfano è necessario puntare su un’accoglienza capillare imponendo a ciascun Comune di ospitare un numero limitato di profughi e richiedenti asilo. Se ciascun comune – come Rho sta da anni facendo – si rendesse a ciò disponibile si eviterebbero grandi centri e si garantirebbe un’adeguata accoglienza ed una maggior sicurezza. Quello che ora chiedo è che il Prefetto si faccia carico anche della parte relativa alla sorveglianza e sicurezza del Campo Base, lla quale comunque stanno già provvedendo le Forze dell’Ordine”.

Una follia, questo il commento del vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord): “Un’area che dovrebbe rappresentare il futuro di Milano e della Lombardia viene usata per dare un alloggio a centinaia di clandestini. Tutto ciò mentre nella sola Rho ci sono oltre 600 famiglie che da anni aspettano di entrare in una casa popolare e 25 mila in tutta Milano. Siamo alla follia, uno stato che pensa prima al benessere degli immigrati che dei propri cittadini è uno stato fallito.  I dati del ministero dell’Interno – continua Cecchetti - ci dicono che a gennaio sono state esaminate 6507 domande d’asilo e lo status di profugo è stato riconosciuto solo nel 3% dei casi. Ciò significa che durante l’iter per l’esame delle domande manteniamo a nostre spese decine di migliaia di clandestini che non hanno alcun diritto di stare sul nostro territorio e per questo motivo andrebbero rimpatriati. Così sarà anche nel sito di Expo dove sui 500 richiedenti asilo che verranno ospitati, solo 20 o 30 di questi verranno riconosciuti come rifugiati. Non possiamo accettare tutto ciò: prima di trovare gli alloggi per i clandestini sistemiamo la nostra gente in attesa di una casa”.

Il fenomeno migratorio fa gestito razionalmente, afferma invece  il consigliere regionale del Pd Carlo Borghetti in merito proprio alle parole del leghista Fabrizio Cecchetti: “Reduce dalla figuraccia di ieri, quando Maroni ha cercato di addossare a Beppe Sala la decisione del prefetto Marangoni di alloggiare un gruppo di profughi al campo base di Expo, la Lega non si trattiene dall’insopprimibile istinto di fare propaganda. Bene ha fatto il sindaco di Rho Pietro Romano a chiedere al prefetto di garantire la sorveglianza e il rispetto della sicurezza per tutti i cittadini e per i lavoratori del sito Expo, ma le polemiche del Carroccio, a partire dal rhodense Fabrizio Cecchetti, sono pura propaganda che nulla risolve. Il flusso migratorio finché c'è va gestito: va organizzata un’accoglienza diffusa per piccoli gruppi nei diversi comuni (e Rho lo sta già attuando), ma certo questo non si può fare se la Lega erge barricate in ogni territorio e il governo regionale fa di tutto per ostacolare una gestione razionale del fenomeno migratorio. Se questo non avviene è anche colpa di Maroni e della Lega, con buona pace di Cecchetti”

Una scelta sconcertante, infine, per Carolina Toia, consigliera regionale legnanese (Maroni Presidente):  «Questa decisione riverserà sulle nostre strade una moltitudine di persone che non si sa da dove provengono e che non siamo in grado di identificare, ma che a causa delle scellerate politiche del governo dobbiamo per forza provvedere ad alloggiare e mantenere, trascurando le crescenti sacche di povertà rappresentate dalle nostre famiglie in difficoltà economica, dai nostri pensionati e disoccupati. Proprio ora che Regione Lombardia si sta impegnando a studiare il futuro dell’area arriva, calato dall’alto, un simile provvedimento, che fa a pugni con le richieste dei cittadini e le necessità del territorio. Il rischio è che da “soluzione temporanea” diventi permanente, creando così un mega campo profughi alle porte di Milano. Mi auguro vivamente che il prefetto ci ripensi. Diversamente, questo provvedimento potrebbe alimentare ancora di più la già elevata insicurezza nelle nostre città e risultare ancora più improvvido alla luce della nuova serie di attacchi terroristici, che stavolta hanno colpito il cuore stesso dell’Europa, Bruxelles, e dei reiterati allarmi, ultimi in ordine di tempo quelli lanciati dai servizi segreti americani, sulla possibilità che terroristi islamici si mescolino alle centinaia di profughi provenienti da Siria e Iraq per raggiungere il nostro Paese e compiervi attentati».