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FRANCESCO WU: QUANTE FALSITA' ATTORNO AI CINESI!

Francesco (a sinistra) e Silvio Wu, titolari del ristorante "Al borgo antico"


Francesco, 31 anni, è titolare insieme al fratello Silvio del ristorante “Al borgo antico”, a due passi dalla chiesetta della Ponzella. “A Legnano siamo uno dei pochi ristoranti con uno spazio all'aperto con pergolato”, commenta soddisfatto mentre ci fa accomodare a uno dei tavoli.

“Al borgo antico”, specializzato in cucina mediterranea e fedele alla miglior tradizione gastronomica italiana, risulta molto apprezzato dalla clientela locale che ne riempie gli spazi, specialmente nei weekend d'estate.

La particolarità di questo posto, tuttavia, non si nasconde solo tra le righe del menù ma anche nella storia dei suoi titolari. Francesco e Silvio, infatti, non si chiamano Rossi o Brambilla, bensì Wu, e sono figli di immigrati cinesi giunti in Italia negli anni '80 ed entrati a far parte della numerosa comunità milanese che fa capo a via Paolo Sarpi.

Sono arrivato con mia madre all'età di 8 anni, nel 1989 – racconta Francesco – abbiamo raggiunto papà che si era stabilito in Italia qualche anno prima. Il trasferimento in giovane età è stato molto vantaggioso per me perché mi sono trovato a metà tra due culture: non troppo piccolo per dimenticare la Cina, ma neanche troppo grande per far fatica a integrarmi in Italia”.

Ed è in Italia che ha compiuto i suoi studi, arrivando, qualche anno fa, alla laurea in ingegneria al Politecnico di Milano: “Ho lavorato per tre anni come responsabile della qualità per aziende italiane in Cina; nel 2008, poi, ho deciso di aprire questa attività con la famiglia, che aveva già alle spalle un passato nella ristorazione. La scelta del settore è stata dettata anche dal difficile periodo economico: questo rimane uno degli ambiti meno colpiti dalla crisi".

Poi il trasferimento a Legnano e la decisione di aprire un ristorante di livello medio-alto, che puntasse sulla qualità del prodotto. Tutte scelte azzeccate, dettate da un vero e proprio spirito imprenditoriale, lo stesso che lo ha portato in poco tempo a diventare coordinatore lombardo di Associna e fondatore e presidente di UNIIC (Unione Imprenditori Italia Cina). "Se la prima è un'associazione culturale presente su tutto il territorio nazionale già da diversi anni - spiega Francesco -, la seconda è nata tre mesi fa, fa riferimento - per ora - solo alla realtà lombarda e ha un'impronta prettamente imprenditoriale".

L'associazione, che conta già 300 iscritti, è nata con l'obiettivo di rilanciare l'immagine dell'imprenditoria cinese presente sul territorio italiano: "L'informazione spesso non ci rende giustizia e contribuisce a costruire leggende metropolitane intorno alle nostre attività: più volte mi è stato chiesto se ricevessi sovvenzioni da parte della Cina o agevolazioni fiscali sulla base di un accordo tra governi... tutto falso!"

"L'integrazione nel tessuto economico locale - conclude - è già in atto e sta dando i primi, buoni frutti; il nostro intento è fare in modo che migliori sempre di più. Conosciamo bene la lingua e le regole di questo Paese; siamo, a tutti gli effetti, italo-cinesi".

giorgia wizemann