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Auschwitz-Roma: legnanesi in bici per la pace

Oltre 2075 km, 12 tappe e 14 giorni in sella. Sono questi i numeri che i due legnanesi Roberto Damiani e Giorgio Bittanti dovranno affrontare nella loro "Pedalata per la Pace". Un viaggio che, secondo i due appassionati di ciclismo, sarà «un inno alla vita e allo sport». L'impresa vedrà il presidente della US Legnanese e Bittanti pedalare da Auschwitz a Roma, passando per Mauthausen, Dachau e l'italianissimo campo di concentramento di Fossoli. I due inforcheranno la bicicletta tra pochi giorni, giovedì 25, mentre il loro arrivo nella Città Eterna è previsto domenica 7 settembre. Lungo il percorso, venerdì 2, una piccola sosta a Legnano.

Nel pomeriggio di ieri (mercoledì 22) i due sportivi, insieme a una delegazione della US Legnanese, hanno voluto donare al sindaco Alberto Centinaio una maglietta uguale a quella che indosseranno durante la loro impresa. Sulla maglia campeggia il percorso che i due legnanesi affronteranno di qui a pochi giorni. Non potevano mancare, poi, insieme ai colori dell'arcobaleno, quelli della società: il rosso e il nero. A coronare il viaggio ci sarà lo sperato incontro con papa Francesco, durante il quale Damiani e Bittanti doneranno al pontefice una maglietta e una delle biciclette utilizzate.

«Sono molto orgoglioso di questa maglietta - ha commentato il primo cittadino legnanese -. Mi riempie di gioia pensare che da Legnano nasca questa esperienza, perchè personalmente sono stato sempre molto attento a questo pezzo di storia, soprattutto alla Schoah, e ritengo giusto rendere omaggio alle persone che persero la vita in quel genocidio. Non dimentichiamo che ci sono anche italiani e legnanesi tra le vittime. Questa iniziativa mi riempie davvero di orgoglio e fiducia per il futuro». Il sindaco Centinaio, oltre a pronunciare un grande in bocca al lupo ai due legnanesi, ha voluto donare loro un gagliardetto della città di Legnano da apporre a Auschwitz. Strappata al sindaco anche una promessa: quella di percorrere insieme ai Damiani e Bittanti i primi chilometri della tappa di Legnano.

L'idea del viaggio è nata per rendere omaggio a Gino Bartali, il grande ciclista italiano che contribuì a salvare centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. «Spesso ci ricordiamo di Gino Bartali solo per i suoi meriti sportivi, ma quello che ha fatto è ancora più grande di vincere il giro di Francia: ha salvato più di 800 persone - ha ricordato il presidente della US Legnanese -. Troppo facile ricordarsi in un solo giorno all'anno di fatti così importanti. Fare un po' di fatica e sentire un po' di mal di gambe serve anche a pensare a queste cose».

(Chiara Lazzati)