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Cucchi in consiglio metropolitano: «Nessun Comune è periferia»

Questa mattina si è insediato il nuovo consiglio della Città Metropolitana di Milano che vede sedere, tra i banchi dell’opposizione, anche il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi è intervenuto da subito a favore delle tematiche che coinvolgono i comuni del territorio, oltre a rimarcare al Sindaco Sala che i comuni non possono essere considerati periferia di Milano:

Durante il consiglio metropolitano di oggi sono intervenuto per sottolineare l’importanza di ogni singola identità dei nostri comuni afferma Cucchinon per venire meno al progetto di area vasta, ma per uscire dalla visione ‘Milanocentrica’ che sembra caratterizzare ancora la Città Metropolitana. Il Sindaco Sala ha, infatti, parlato dei nostri comuni paragonandoli a delle isole, ma io credo non sia il modo giusto per rappresentarli. Milano è sicuramente una gran bella città, ma anche i nostri territori hanno qualcosa da dire e da portare all’interno del concetto di qualità urbana sul quale intende lavorare Città Metropolitana. Per fare questo dobbiamo superare il concetto di isola». 

Anche sulla delega alle periferie data a un consigliere di maggioranza, Cucchi avanza le sue perplessità: “Creare una delega alle periferie non va bene, è come partire con il piede sbagliato... Città Metropolitana ha zone che si possono considerare periferie? O ci si vuole riferire ai nostri Comuni? In questo caso dovrei presumere che, per esempio, Parabiago e Legnano sono considerate dal Sindaco Sala periferie? Io la penso diversamente –prosegue- Credo che occorra invertire la rotta e lavorare a favore dei comuni che ruotano intorno alla grande città, ma per favorire questo, qualche volta Milano dovrebbe fare un passo indietro a vantaggio dei comuni».

Raffaele Cucchi ha concluso il suo primo intervento in consiglio metropolitano facendosi portavoce di alcune questioni aperte con il territorio: «Se faccio riferimento ai comuni del mio territorio, ci sono problemi che la Città Metropolitana dovrà affrontare, uno tra i più urgenti è il caso della Cava di Casorezzo che mi auguro troverà presto una risoluzione. Sarà difficile, infatti, che i cittadini, ma anche gli amministratori di questa parte di territorio, si considerino appartenenti a Città Metropolitana se si sentono traditi nelle loro aspettative. Il mio invito ai consiglieri colleghi, invece, è quello di ragionare e spenderci per il territorio e non inteso solo come la città di Milano, anzi sono certo che se anche Milano si spendesse per i comuni che le ruotano intorno, sarebbe una città ancora di più benvoluta dai cittadini della provincia. Faccio un esempio –e conclude- quando ero consigliere provinciale si è tanto parlato del biglietto unico integrato che farebbe risparmiare tempo e soldi ai cittadini che dalla provincia si recano a Milano... chissà se riusciremo a farlo durante questo mandato, sarebbe davvero un passo concreto verso l’area omogenea».

 

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