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Baratto Amministrativo, "i perché di una scelta"

Riceviamo e pubblichiamo, dall'assessore ai servizi sociali Cristina Borroni, le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione comunale ad approvare il baratto amministrativo durante l'ultimo consiglio comunale. Il regolamento è stato approvato con il voto contrario delle minoranze. Dopo aver chiarito che la scelta di ricorrere al Baratto è stata quella di aiutare i cittadini in difficoltà economica, che non riescono ad assolvere ai loro doveri di pagare i tributi, Borroni ha richiamato le posizioni dei consiglieri Palazzo e Caputo spiegando perchè la sentenza della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna non può essere applicata al Regolamento approvato a Castellanza.


La situazione economica di grave crisi che sta attraversando l’Italia e il nostro territorio ha determinato, per alcune fasce sociali di cittadini, l’estrema difficoltà e l’impossibilità a pagare tributi locali e affitti anche per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Allo stesso tempo, il rispetto delle regole, nel pagamento dei tributi, degli affitti e altro, è fondamentale, dal momento che tali entrate, sostengono la capacità del comune di erogare servizi ai cittadini.

Ci sono però situazioni particolari in cui i cittadini possono venire a trovarsi: il Baratto offre un’opportunità importante a chi si trova in difficoltà economica, e come istituzione locale, abbiamo il dovere di offrire a chi si trova in difficoltà tutte le attenzioni possibili, per cercare di ridurre al minimo ulteriori sofferenze.

Il Baratto Amministrativo si ispira ai principi di Amministrazione Condivisa e di Cittadinanza Attiva che sono alla base del nostro programma amministrativo, nel quale tra l’altro scriviamo “il nuovo centro delle azioni politico amministrative sarà il cittadino, favorendo l’integrazione dei più deboli ed emarginati” e più avanti ci proponiamo di “sviluppare politiche di welfare locale basate sulla solidarietà e sussidiarietà” e ancora “cittadino e famiglia sono intesi non solo come  beneficiari, ma anche come protagonisti attivi”.

Questo strumento rientra tra gli interventi che possono favorire il nascere del cosiddetto Welfare Generativo: cioè la previsione di interventi che hanno come obiettivo la riattivazione delle risorse e delle capacità personali, e quindi non più solo a senso unico o passivizzanti.

Non  si tratta certo di uno strumento risolutivo di per sé, ma può contribuire a riattivare percorsi, che per diversi motivi sono giunti ad una situazione di stallo.

Queste sono le motivazioni espresse anche durante l’ultimo consiglio comunale che a quanto pare Mino Caputo e Michele Palazzo, consiglieri di minoranza, non hanno ascoltato, perché impegnati a fare ostruzionismo a tutti i costi.

Hanno fatto riferimento a una sentenza della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, interpretandola in modo parziale e strumentale, usandola come argomento contro e prevedendo notti insonni per il gruppo Partecipiamo a causa di  sicure denunce per danno erariale.

Forse non hanno ben chiaro il nostro metodo di lavoro: prima di approvare e introdurre strumenti, approfondiamo, verifichiamo e ci confrontiamo a lungo. Durante il Consiglio Comunale abbiamo risposto a tutte le obiezioni sollevate, ed è stata anche chiarita la questione legata al parere della Corte dei Conti, da loro citato, che non considera illegittimo il ricorso al baratto, definendo che non può essere applicato per i debiti pregressi legati alle tasse comunali, ma solo a quelli in atto nell’anno in corso di applicazione. Diversa è invece la questione legata ai debiti extratributari (multe, affitti case E.R.P …): la possibilità di utilizzo del baratto è stata confermata dal parere contabile della Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia (deliberazione 172 del 24.6.2016).

Il regolamento approvato tiene conto dei pareri e delle indicazioni fornite dagli organi competenti ed è per questo che durante il consiglio comunale, dopo avere risposto a tutte le obiezioni sollevate dalle minoranze, lo abbiamo approvato senza esitazione. La richiesta del consigliere Palazzo di rimandare di un mese l’approvazione, dicendo che tanto non c’era alcuna fretta, ci ha molto sorpresi. 

I cittadini in difficoltà stanno aspettando risposte e abbiamo il dovere di fornirle nel più breve tempo possibile. Respingiamo inoltre al mittentel’accusa del consigliere Caputo di essere “motivati da pregiudizi sbagliati e inopportuni e di aver voluto dimostrare un’inutile atto di forza”. Avrebbero dovuto entrambi informarsi meglio sulla questione e non fermarsi al primo parere trovato, interpretandolo a loro piacimento, dimostrando così di essere un’opposizione povera di contenuti, ma ricca di desiderio di protagonismo.