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Piazza Mocchetti, quando doveva arrivare la Rinascente

(v.arini) - Un dedalo di edifici all'avanguardia ma anche il cuore pulsante dello shopping dell'Alto Milanese. Ecco come poteva essere piazza Mocchetti se la "politica" non avesse posto un freno agli investimenti commerciali.

Come si può vedere dall'immagine del plastico qui a fianco, il progetto risalente agli anni '60 era particolarmente avveneristico. Ripreso su facebook dall'ex consigliere comunale Daniele Berti, in possesso di numerose foto d'epoca, il modellino potrebbe portare la firma dell'architetto milanese Caccia Dominioni, autore dal grattacielo legnanese (la "torre"), ma non ne si ha la certezza.

A ricordare il progetto è l'Ingegnere Pier Luigi Dell'Acqua che operò come tecnico sull'area per una società a cui faceva riverimento anche l'imprenditore Pino Mocchetti a cui è stata intitolata la piazza. «L'edificio rettangolare al centro perpendicolare a via Alberto Da Giussano - racconta - era destinato ad ospitare la Rinascente, il cui arrivo fu però ostacolato dai commercianti e dall'associazione di categoria che li rappresentava. A mio parere una grande perdita per la nostra città. Piazza Mocchetti è così rimasta un'incompita». In quegli anni la grande distribuzione mise radice al di fuori di Legnano, a Castellanza aprì la Iper Standa e a San Vittore, l'Upim: «Così i Comuni limitrofi si arricchirono e noi no», commenta l'ing che a Legnano militò con i democristiani battendosi per l'arrivo dei supermercati. Insomma passano gli anni ma la storia si ripete visto l'opposizione in atto contro l'arrivo di Ikea.

L'Ingegnere Dell'Acqua ha firmato una seconda ipotesi di progetto (vedi immagine a destra) il cui plastico è ancora presente ma privo della torre (persa in un trasloco). In questo studio spicca la piazza rialzata e l'armonia del disegno degli edifici (compreso l'ex bar Cattaneo), più bassi rispetto al progetto precendente come imponeva il piano regolatore: «Era il tentativo - spiega Dell'Acqua - di realizzare un disegno unico per tutto il comparto, di dare un aspetti unitario alla piazza che oggi appare incompleta, una macedonia di stili con frontespizi lasciati liberi. A Legnano, purtroppo, ce ne sono diversi esempi»

(Valeria Arini)