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TASI: Il vicesindaco Luminari risponde ai cittadini

(m. tajè) - Conoscevamo la disponibilità e la serietà dell'ing. Pier Antonio Luminari, assessore al bilancio e vicesindaco di Legnano. Non ci sarebbe stato bisogno di questa sua ultima iniziativa per confermarci l'opinione che avevamo. Eppure, la sua collaborazione nel rispondere a tutte le critiche e alle considerazioni dei cittadini che hanno voluto utilizzare Legnanonews, per "mandarle a dire al Comune" in materia di tasse e tributi, merita un ulteriore plauso. Al  vice sindaco Luminari il nostro (ma ci auguriamo generale) ringraziamento. Oggi, pagheremo la TASI sempe con amarezza, ma almeno con la consapevolezza che ha cercato di... illuminarci meglio sulla discussa questione.


Caro Direttore,
Il crescendo, peraltro previsto, di critiche alle politiche fiscali del Comune di Legnano, e la mia personale volontà di mantenere un dialogo aperto con i cittadini mi inducono a rispondere alle principali critiche pervenute a Legnano News in tema di fisco comunale.
Mi sono permesso di aggiungere  per completezza anche alcune mail critiche pervenute direttamente al Comune, a cui peraltro ho già dato risposta personale.
Non mi pongo l’obbiettivo di far cambiare idea ai cittadini che Le hanno inviato le proteste, ma, poiché esse sono state di fatto rivolte anche a migliaia di cittadini interessati a seguire le vicende locali sul Suo sito, ritengo doveroso fornire a questi ultimi un quadro informativo più completo sulle scelte politiche, sulle motivazioni tecniche ed in alcuni casi sui raffronti con realtà cittadine a noi vicine.
Naturalmente ho omesso di rispondere alle critiche rivolte alla mia persona.
Ho evidenziato ogni critica  in grassetto e, di seguito, ho espresso il mio pensiero.
Il testo è un po’ lungo, ma le critiche erano tante; lascio a Lei decidere se e come pubblicare la mia nota.
Cordiali saluti
Pier Antonio Luminari
Assessore al Bilancio del Comune di Legnano


1.    Non è vero che il carico fiscale 2014 sia calato rispetto al 2012 (Matteo/Legnano News 16/9)
Il carico fiscale dovuto al comune nel 2014 per le persone è dato dalla somma di 4 fra tasse e imposte: IMU, addizionale IRPEF, Tassa Rifiuti (TARI) e TASI.
Posto che nel 2013 l’IMU prima casa non di lusso è stata di fatto pagata quasi totalmente dallo Stato, il confronto del carico fiscale 2014 può essere fatto solo con quanto realmente pagato nel 2012.
IMU e TARI non hanno avuto variazioni, con l’eccezione dell’IMU delle 19 abitazioni cosiddette di lusso.
Le entrate da TASI sono aumentate globalmente di circa 600.000 euro, passando da 4,9 milioni a 5,5 milioni circa; nel contempo le entrate da addizionale IRPEF sono diminuite di 1,3 milioni circa, passando da 7 milioni a 5,7 milioni circa.
Pertanto il carico fiscale sulle persone è diminuito di 700.000 euro circa.
Questo è vero non solo in totale, ma anche nella stragrande maggioranza dei casi individuali; è comunque possibile che per alcune combinazioni di reddito catastale, composizione familiare e reddito ai fini IRPEF il totale pagato nel 2014 possa risultare maggiore. 
E' vero che la aliquota del 3,3 per mille è quella massima, ma è anche vero che applicando la detrazione “record” di 220 euro ai cittadini con rendita catastale della prima casa fino a 400 euro è stato possibile esonerare da TASI circa 5.000 cittadini, pari ad un quarto dei possessori della prima casa; questo ci mette fra i comuni con maggior percentuale di prime abitazioni non tassate.
Non va dimenticato che anche la seconda fascia di detrazione (120 euro per rendite catastali da 400 a 600 euro) smorza sensibilmente l’effetto della TASI su diverse migliaia di altri cittadini.
L'accoppiata aliquota/detrazioni sono il frutto di una precisa scelta politica: spostare il carico della TASI dalle prime abitazioni a più bassa rendita catastale a quelle a più alta rendita catastale.
Tale scelta può non essere politicamente condivisa, ma è tutt’altro che incoerente.

2.    E’ iniquo applicare le detrazioni TASI in base alle rendite catastali (Matteo/Legnano News 16/9)
Volendo concedere le massime detrazioni ai cittadini con minore capacità reddituale o patrimoniale, le scelte possibili erano di correlarle o alla categoria catastale o alla rendita catastale o al reddito IRPEF o al reddito ISEE o alla composizione familiare o a combinazioni di tali fattori.
Premesso che una combinazione di parametri avrebbe dato un risultato più equo, per il primo anno di applicazione si è deciso di non complicare ulteriormente il regolamento e di rinunciare alle combinazioni; questa scelta potrà essere riconsiderata già nell’anno prossimo.
Fra i parametri diretti il più rispondente era il reddito ISEE, che tiene conto non solo del reddito, ma anche della composizione familiare, del patrimonio, di eventuali mutui, ecc.; purtroppo il governo lo ha sensibilmente modificato a livello nazionale con legge approvata a metà 2014, rendendolo praticamente improponibile su larga scala per il 2014.
Consapevoli che nessuno dei rimanenti parametri è esente da difetti, si è comunque scelto per il primo anno di riferirsi alla rendita catastale, rinviando all’anno prossimo la valutazione della applicazione del reddito ISEE.
Condivido che la rendita catastale presenta almeno 2 difetti: 
le case molto vecchie e successivamente ristrutturate potrebbero non avere revisionato fedelmente la rendita catastale, 
potremmo essere in presenza di un monolocale abitato da un single ad alto reddito.
Per il primo caso il nostro Comune sosterrà in tutte le sedi competenti a partire dal Catasto la necessità di una revisione delle rendite catastali; per il secondo caso la correlazione con il reddito del proprietario permetterà di correggere la incongruenza.


3.    Non è vero che per “contribuenti in fascia modesta” di reddito  e  con 2 figli a carico l’aggravio si aggirerà sui 10 euro (Lionello/ Legnano News 16/9)
La mia affermazione è ricavata dalla presentazione ufficiale del bilancio preventivo 2014-2016, ove vengono rappresentati alcuni casi tipici della cosiddetta fascia modesta, corretti con le aliquote di addizionale IRPEF ulteriormente abbassate con l’ultimo emendamento di maggioranza.
Caso 1: abitazione in categoria A3, rendita catastale 400 euro, 2 redditi da lavoro, uno di 20.000 e l’altro di 15.000 euro l’anno. In assenza di figli a carico, la famiglia avrebbe un risparmio fiscale totale (TASI più addizionale IRPEF) di 107 euro; con 1 figlio a carico il risparmio sarebbe di 57 euro; con 2 figli a carico il risparmio sarebbe di 7 euro.
Caso 2: abitazione in categoria A3, rendita catastale 600 euro, 2 redditi da lavoro, uno di 25.000 e l’altro di 20.000 euro l’anno. In assenza di figli a carico, la famiglia avrebbe un risparmio fiscale totale (TASI più addizionale IRPEF) di 87 euro; con 1 figlio a carico il risparmio sarebbe di 37 euro;con 2 figli a carico avrebbe un maggior onere di 13 euro.
Caso 3: abitazione in categoria A3, rendita catastale 700 euro, 2 redditi da lavoro, uno di 25.000 e l’altro di 20.000 euro l’anno. In assenza di figli a carico, la famiglia avrebbe un risparmio fiscale totale (TASI più addizionale IRPEF) di 58 euro; con 1 figlio a carico il risparmio sarebbe di 8 euro; con 2 figli a carico avrebbe un maggior onere di 42 euro.
Aumentando la rendita catastale e il reddito da lavoro si può ricavare dalla presentazione che in assenza di figli si ha un risparmio oscillante attorno a 50 euro, con 1 figlio a carico non si avrebbe un  maggior onere, mentre con 2 figli a carico si avrebbe un maggior onere attorno a 50 euro.

4.    Perché Legnano applica sempre le aliquote massime come i comuni di sinistra, aggravando la crisi economica? (A.B./ Legnano News 16/9)
Come visto nella risposta al quesito numero 1, non si può guardare solo l’aliquota senza tenere conto delle detrazioni.
L’effetto combinato di aliquota massima e detrazioni alte assimila come gettito totale il nostro Comune (maggioranza di centrosinistra) a quello di Busto Arsizio (maggioranza di centro destra), che ha appena deliberato una aliquota fissa di 2,5 per mille senza alcuna detrazione
Come si può vedere quando si debbono coprire i costi dei servizi l’amministrazione di destra non si distingue da quella di sinistra come gettito totale; la differenza si vede nella scelta politica di sbilanciare o meno il carico fiscale privilegiando le fasce a minor capacità reddituale e patrimoniale a scapito di quelle a maggiore capacità.
A proposito del supposto aggravamento della crisi economica, faccio presente che il nostro Comune non ha applicato la TASI ai settori produttivi più esposti: stabilimenti produttivi, botteghe artigiane, negozi al dettaglio, uffici. Viceversa la amministrazione di centro destra di Busto ha applicato la TASI anche a quei settori che maggiormente soffrono la crisi.

5.     La TASI non è una tassa a copertura dei servizi indivisibili, ma è una patrimoniale camuffata sulla casa (Mail firmata inviata al Comune)
Sono parzialmente d'accordo. La TASI nasce da una serie di interventi legislativi, a dir poco pasticciati, di diversi governi precedenti l'attuale. La base di calcolo richiama l'IMU, ma con alcune differenze significative; la più rilevante è la possibilità di estenderla anche agli inquilini.
  
6.     La TASI imbroglia i cittadini facendogli pagare nuovamente i servizi (Mail firmata inviata al Comune)
Il rischio in teoria può esistere, ma il nostro Comune ha fugato tale rischio affiancando alla TASI una prima significativa riduzione delle aliquote della addizionale IRPEF, che ha più che compensato il leggero aumento del gettito TASI ; la TASI comporta un incremento delle entrate comunali superiore di 600.000 euro circa rispetto all'IMU del 2012 (di fatto ultimo anno di applicazione IMU prima casa), ma l'addizionale IRPEF comporta una riduzione delle entrate di 1.300.000 euro circa, in gran parte sugli stessi cittadini; in definitiva la pressione fiscale così calcolata diminuisce.
  
7.     I servizi ai cittadini sono scadenti (Mail firmata inviata al Comune)
La critica è troppo generica per poter dare una risposta soddisfacente. Occorre riferirsi a specifici servizi e a casi specifici di disservizi. Sarebbe inoltre opportuno confrontare i servizi erogati dal nostro Comune con quelli di Comuni vicini e paragonabili

8.    Perché il Comune non facilita la vita ai cittadini elaborando ed inviando ai cittadini il modulo F24 precompilato per la TASI, così come fa tramite AMGA per la TARI (Mail firmata inviata al Comune)
Circa la precompilazione ed invio dei moduli F24 per la TASI, si è deciso procedere in 2 tappe.
Nel 2014 il Comune sperimenterà la precompilazione ed invio ad un campione di poco meno di mille cittadini, scelti come abitanti di un unico blocco di abitazioni nell’oltrestazione.
In funzione dell’esito, nel 2015 si estenderà la precompilazione ed invio alla quantità maggiore possibile dei cittadini.
La scelta di procedere in 2 passi discende dalla esigenza di controllare e prevenire un eventuale fenomeno dannoso di cartelle pazze, come accaduto in altri comuni.
A proposito della assistenza ai cittadini deve essere rimarcata l’apertura di 6 sportelli straordinari presso il Palazzo Leone da Perego. Nei primi 3 giorni tale nuovo ufficio provvisorio ha visto l’afflusso di quasi 1000  cittadini, che sono ricorsi al Comune per il calcolo della TASI e la compilazione del modulo F24.