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Aleks al Consolato albanese: "Finalmente tanti miglioramenti"

Aleks Vulaj, albanese residente da anni a Legnano e già in passato presente sul nostro giornale con alcune sue considerazioni, ripropone oggi un nuovo scritto. Lo leggiamo con piacere


Salve a tutti! Vi sono mancato amici di Legnanonews? Eccomi qui a raccontarvi il diario di un'altra giornata per le vie di Milano, ma questa volta non alla stazione centrale ma intorno al Duomo. E proprio di fronte ad esso si trova il nostro consolato che da quello che ho notato non è solo la facciata esterna  che si sta restaurando...!

E cosi mi sveglio presto stamattina e prendo la corriera che porta a Milano, perché devo sbrigare delle pratiche al nostro consolato in piazza Duomo e poi alla prefettura.

Qualche  anno fa mi ricordavo che si faceva la fila già di prima mattina con la lista dietro al consolato, ma ora le cose sembrano che stano cambiando per il meglio anche per noi. Infatti da quando è cambiato il governo in Albania con il primo ministro (di sinistra) Edi Rama che il mese scorso era proprio a Milano per discutere anche del incorporazione tra il consolato albanese e quello kosovaro nella stessa sede. Ho avuto anche l'occasione di parlare con il nuovo console la signora Luljeta Cobanaj, la quale mi ha fatto una bella impressione sul modo svelto delle pratiche e la semplicità di questa donna; ma anche il telefono che prima squillava e non rispondeva nessuno a dare informazioni e adesso invece rispondono più volentieri.  Visto il lavoro svolto fino adesso e la soddisfazione dei connazionali che mi comunicano nella sala d'attesa, penso che le cose stano andando per il meglio e ci auguriamo che continui su questa strada intrapresa. 

In questa attesa che gli uffici aprono, mi confesso in modo amichevole con il sig. Nazrul, originario del Bangladesh, ma da quattordici anni che è in Italia. Da qualche anno è il titolare della edicola - souvenir che si trova proprio dietro il palazzo del consolato; (dove prima facevamo la fila). Io sto bene - mi racconta - ci vivo con quello che guadagno anche se non si riesce più a risparmiare. Parlando poi della situazione della Milano multietnica  mi ricordo -  dice - che nel '90 si dormiva dietro il Duomo. Anche se la sua preoccupazione è ancora il suo paese, si è ricco di petrolio, oro e tanto altro, ma lo sfruttano tra i politici e le multinazionali. 
 Avviandomi  verso la prefettura sotto i portici del corso  Vittorio Emanuele II, mi sento in colpa per tutte quelle persone che passano la giornata lì e forse anche la nottata. Ho una grande  voglia di fare qualcosa e occuparmi subito di loro, perché mi rendo conto che la responsabilità in qualche modo è anche mia; ovviamente le monete che chiedono loro non bastano e non si risolve il problema.  Mi domando: se un domani mi troverei io stesso in quelle condizioni? Voglio precisare carissimi amici questo non vuol dire  che a Legnano non ci siano i poveri, ma nel cuore di Milano, i contrasti sono più notevoli e fanno più male ai nostri occhi, secondo il mio punto di vista. 

E per concludere non poteva essere al top la mia giornata milanese, anche se piovosa,  che con un tocco di musica che ascolto in piazza Cadorna in compagnia del flauto e della signora Michela Calabrese, una "siculosarda" (come gli piace definirsi). I talenti di strada li ho sempre ammirati anche quando vivevo a Roma, perché in un certo modo davano un senso positivo anche a quelle giornate "cosi - cosi". 

Aleks Vulaj