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CORDOGLIO PER L'EROE DI GUERRA GIAMPIERO CRESPI

(g.s.) - Intimo e solenne l'ultimo saluto all'eroe di guerra e imprenditore legnanese Giampiero Crespi, che era stato anche rapito, la cui cerimonia funebre si è svolta nella chiesa parrocchiale Santa Teresa. Deceduto nei giorni scorsi all'età di 95 anni, Crespi lascia moglie, figli e nipoti.

Nato nel 1918, è stato pilota di caccia e venne insignito di una medaglia d'argento per il valore militare dimostrato durante la seconda guerra mondiale. Tra gli altri, memorabile l'episodio, spesso raccontato da amici e conoscenti, in cui il maresciallo pilota Crespi alla guida del suo caccia affondò una nave inglese. A ricordare il suo operato militare, al funerale celebrato da don Gabriele Mattavelli, è stato Giancarlo Simontacchi guida della sezione Areonautica dell'Associarma di Legnano del presidente Antonio Cortese, anche quest'ultimo presente alla cerimonia.

Crespi, dopo aver fondato a Busto Garolfo l'industria "Foderame Giampiero Crespi", suo malgrado divenne protagonista di un drammatico fatto di cronaca: nel 1977 l'impreditore, infatti, venne rapito dalla banda di Renato Vallanzasca. Un'esperienza che ha lasciato il segno ma non ha certo demoralizzato Crespi che, dopo la liberazione, continuò la sua attività.

 "Giampiero ebbe una lunga vita - ha affermato don Gabriele durante l'omelia - in cui accaddero molte cose: era un pilota e un imprenditore e, un giorno, mani guidate dallo spirito maligno lo sequestrarono. Per lui furono momenti terribili ma, come Giobbe, Giampiero li superò tenedo salda la sua fede".

Infine, con affetto e commozione, la seconda moglie Paola e i figli hanno ricordato Crespi come un padre e un marito esemplare: "Un'araba fenice - ricorda la moglie - che abbatteva gli ostacoli e giocava a fare l'immortale. Ora non mi restano che i ricordi a scaldarmi il cuore".

(Gea Somazzi)