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PREMIO TIRINNANZI: ECCO I VINCITORI E I FINALISTI

Edoardo Zuccato (Ulona ed. Il ponte del sale) è il vincitore della sezione dialetto della XXXI.esima edizione del premio di poesia Città di Legnano - Giuseppe Tirinnanzi. Il vincitore del Premio alla Carriera è invece  Giorgio Ocelli. Decisi i tre finalisti, infine, della sezione Italiano: Corrado Benigni (Tribunale della mente ed. Interlinea), Maria Grazia Calandrone (La vita Chiara ed. Transeuropa) e Francesca Matteoni (Appunti dal parco ed. Vydia editore). 

Le decisioni sono scaturite dalla riunione tenuta dalla Giuria del concorso, presieduta da Franco Buffoni, nella foto. Preso atto dell’ammissione di 194 partecipanti per la sezione italiano e di 16 per la sezione dialetto, per quest’ultima la giuria aveva selezionato una terna di autori: Fernando Grignola (La foglia trafitta ed. Edizioni Ulivo), Franco Spazzi (La cuscènza di tram ed. Interlinea) ed Edoardo Zuccato (Ulona ed. Il ponte del sale).

Tra i tre, alla fine il premio è andato all’autore che giocava “in casa”: Edoardo Zuccato, nato a Cassano Magnano nel 1963, è risultato vincitore della sezione dialetto perché come ha spiegato la giuria nelle sue motivazioni "il volume Ulona corona felicemente un percorso poetico già ampio e complesso, nonostante l’età ancora giovane dell’autore, iniziato ufficialmente nel 1996, con la pubblicazione della prima e già matura raccolta Tropicu da Vissévar (…). In Ulona il dialetto diventa, come il corso d’acqua omonimo, lo scorrere stesso delle vite e dei destini dei personaggi piccoli e grandi, presenti e passati, convocati sulla pagina, in un dialogo stupefacente, che può ricordare a tratti le voci della Spoon River di Edgar Lee Masters: oltre alla voce di fondo del fiume, ascoltiamo quella di Carlin Porta, del Giuànn Brera e del Perbüter Gaddus, cioè di tre grandi figure di riferimento (Carlo Porta, Gianni Brera, Carlo Emilio Gadda), e insieme quelle di personaggi più umili e quotidiani, che portano nomi e soprannomi (Ul Bram, Un omm dul rüd, Tri fiulott sü ‘na machina, Ul Danten, Ul cazu cadregatt, Ul cichén mütu, A Pipina e così via). Ciascuna di queste voci va a comporre un tassello di un vasto, lancinante mosaico: qui chi è vissuto lungo il fiume Olona (L’Ulona e i so gent, dirà uno degli ultimi versi) intona una canzone in cui il comico e l’epico si fondono, senza sforzo apparente, con reale felicità artistica (…)".

Ancora più difficile è stato scegliere tra i 194 partecipanti alla sezione italiano i tre finalisti che si contenderanno il voto popolare nella cerimonia di premiazione che si svolgerà il 19 ottobre (ore 16.45) nella villa di viale Matteotti sede della Famiglia Legnanese.

Dopo una serie di scremature, la Giuria Tecnica era arrivata a selezionare 13 autori: Corrado Bagnoli, Corrado Benigni, Marco Bini, Tiziano Brogliato, Dome Bulgaro, Maria Grazia Calandrone, Massimo Daviddi, Alberto Jelmini, Giacomo Leronni, Francesca Mattoni, Stefano Raimondi, Stefano Serri, Cesare Viviani.

Dopo ulteriori riletture e discussioni sono stati proposti all’unanimità come finalisti per la sezione italiano Corrado Benigni (Tribunale della mente ed. Interlinea), Maria Grazia Calandrone (La vita Chiara ed. Transeuropa) e Francesca Matteoni (Appunti dal parco ed. Vydia editore).

Il 27 maggio la giuria ha inoltre assegnato anche il Premio alla Carriera, che andrà a un vero monumento della letteratura: Giorgio Orelli. Classe 1921, residente a Bellinzona, Orelli è stato definito come uno dei più importanti poeti in lingua italiana del Dopoguerra. Profondo conoscitore della letteratura italiana, già nel 2001 aveva vinto il Premio Chiara alla Carriera. Lo scorso anno gli era invece stato conferito il Gran Premio Schiller, il massimo riconoscimento per chi in Svizzera si occupa di letteratura. Il prossimo ottobre un altro riconoscimento, questa volta a Legnano.