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«Il sistema sanitario è in crisi: basta promesse elettorali, servono azioni immediate»

Il prof Antonino Mazzone vicepresidente FISM e direttore dell'Area Medica dell'Asst Ovest Milanese è co-firmatario di un lettera in cui viene invocato un "salvagente per salvare il Sistema sanitario nazionale"

Medicina

Con le liste d’attesa “infinite” e i medici in fuga, il servizio sanitario è sempre più a rischio. Ad intervenire sul tema, più volte trattato anche dai sindacati che da mesi segnalano la carenza di personale, sono Franco Vimercati presidente e il prof Antonino Mazzone vicepresidente FISM (Federazione delle società medico – scientifiche italiane), nonché direttore dell’Area Medica dell‘Asst Ovest Milanese. Con un lettera alla rivista online Quotidiano Sanità, i due medici hanno ribadito la necessità di azioni immediate, utili a salvare la sanità pubblica oggi in seria difficoltà: «Prima che l’intero sistema naufraghi – il loro pensiero – abbiamo immediatamente bisogno non delle solite e stantie promesse elettorali ma di ottimi salvagenti da realizzare in tempi brevissimi. Ci spaventa l’idea di dover assistere allo svuotamento delle migliori risorse presenti negli ospedali per dar vita a servizi di assistenza sanitaria territoriale precari e insufficienti».

In questi giorni i due rappresentanti FISM hanno fatto un bilancio sullo stato di salute in cui versa attualmente il sistema sanitario: «I professionisti del settore sanitario si trovano ad affrontare tutta un serie di problemi che certamente trovano origine nel passato ma che la lunga parentesi pandemica ha contribuito a cronicizzare e che ora esplodono in tutta la loro gravità – un passo della lettera -. Si potrebbe iniziare dal problema delle liste d’attesa per numerose prestazioni e, in particolar modo, per quelle chirurgiche che, a causa del Covid si sono allungate sensibilmente divenendo insostenibili e minando alla radice la possibilità di garantire la corretta salvaguardia dello stato di salute dei cittadini. D’altro canto, lo smaltimento delle liste d’attesa presuppone la disponibilità di risorse umane in una misura tale che oggi non è ottenibile, sia per quanto riguarda le figure mediche, sia per quelle professionali, infermieristiche e tecniche. Un secondo problema».

Come precisano Vimercati e Mazzone l’emorragia di medici, in particolar modo dai Pronto Soccorso,  legata anche ad inadeguatezza delle retribuzioni, ha portato alla nascita di «discutibili cooperative cui poi vengono appaltati i servizi di Pronto Soccorso a costi ben più rilevanti rispetto alle retribuzioni dei medici di ruolo con l’aggiunta della problematica del passaggio di consegne e la non costanza della qualificazione professionale. L’esito nefasto, eticamente discutibile oltre che economicamente disastroso, ci mostra lo scadimento qualitativo delle prestazioni erogate a costi, di gran lunga superiori per la collettività. Le Scuole di Specialità in Medicina d’Urgenza non hanno alcuna chance di contribuire alla soluzione del problema o, quantomeno, di limitarne l’impatto, dal momento che più della metà dei posti disponibili per gli specializzandi non sono coperti e il tempo per la necessaria formazione non rende disponibili le risorse che possono contribuire da subito a sanare le carenze. Questo dovrebbe far riflettere il legislatore anche sulla disastrosa deriva dei sistemi di gestione del rischio clinico e delle normative in tema di responsabilità del medico».

Su queste problematiche urgenti non ci sono risposte concrete ed immediate, ne sono certi i due rappresentanti di FISM, che concludono: «Non esistono nemmeno nei programmi elettorali messi a punto dai diversi partiti ma, per non implodere, il sistema ha bisogno di affrontare immediatamente e risolvere in tempi brevi questi problemi. Non si può più aspettare. La FISM quale rappresentante della larga maggioranza delle Società Medico Scientifiche mette a disposizione delle Istituzioni e del Sistema Sanitario tutte le proprie competenze ed energie per identificare e contribuire a realizzare interventi concreti volti alla risoluzione dei problemi che minacciano la sopravvivenza del sistema sanitario pubblico».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 27 Settembre 2022
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