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Rissa tra ragazzini, il prete chiude l’Oratorio a Mazzo di Rho. La Lega: “Quartiere ostaggio dei maranza”

Dopo una lite tra ragazzini, il sacerdotha preso la decisione drastica di limitare l'accesso al centro ricreativo ai soli bambini del catechismo e del doposcuola. Il commento della Lega di Rho

Generico 10 Nov 2025
Il prete chiude l’oratorio dopo una rissa tra alcuni ragazzini, descritti come “maranza”. Succede  a Mazzo di Rho, frazione del Comune di Rho, dove il sacerdote, arrivato da poco nella nuova comunità pastorale, ha preso la decisione drastica di limitare l’accesso al centro ricreativo ai soli bambini dell’iniziazione cristiana, ai loro genitori, ai ragazzi e agli insegnanti del dopo scuola. Come si legge nel cartello esposto sui cancelli in questi giorni, l’Oratorio SGB di Mazzo sarà chiuso anche il sabato e la domenica, fino a data da destinarsi. La decisione sarebbe scattata dopo un’agitata lite tra adolescenti nel campo da calcio. «Chiunque sarà sorpreso all’interno degli spazi sarà segnalato alle Forze dell’Ordine», avverte il prete.
«Una sconfitta  per l’intera comunità», è il duro commento della Lega di Rho. «L’oratorio locale  – scrive in una nota inviata alla stampa il consigliere comunale Christian Colombo – è stato costretto a interdire l’accesso a tutti i ragazzi, nel tentativo disperato di arginare una situazione fuori controllo: per colpa di pochi teppisti, si nega un luogo di aggregazione sano a tutti gli altri giovani. La situazione nel quartiere di Mazzo è diventata insostenibile: residenti e commercianti sono nuovamente esasperati da gruppi di giovani, ‘maranza’, che tengono in scacco la zona con schiamazzi, atti di micro-vandalismo e un generale clima di degrado e insicurezza»
Il consigliere del Carroccio chiede un doppio intervento per rispondere all’emergenza: «Come Lega, chiediamo innanzitutto un intervento netto e immediato delle Forze dell’Ordine. È necessario un presidio più visibile e costante sul territorio per ripristinare la legalità e la sicurezza dei cittadini. Occorre un segnale forte che faccia comprendere come certi comportamenti non possano essere tollerati e che le regole basilari della convivenza civile vadano rispettate da tutti. Allo stesso tempo – spiega Colombo – lanciamo un forte appello a tutta la comunità di Mazzo. La sicurezza è il primo passo, ma serve una risposta sociale forte. Chiediamo alle famiglie, alle associazioni, ai volontari e ai servizi comunali di incontrarsi e fare fronte comune. Dobbiamo interrogarci su cosa possiamo offrire a questi giovani ed evitare che il quartiere sia attrattivo per brutte compagnie provenienti dai paesi vicini. È cruciale unire le forze – conclude Colombo – per proporre alternative valide e modi sani di stare insieme, intercettando il disagio prima che diventi solo un problema di ordine pubblico. Il quartiere può e deve reagire unito, sia nel chiedere rispetto, sia nell’offrire opportunità»

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 11 Novembre 2025
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