Omicidio a Pioltello: volò dall’ottavo piano dopo una lite, fermati due connazionali
Svolta nelle indagini sulla morte del 31enne colombiano avvenuta il 31 gennaio. I Carabinieri hanno rintracciato due uomini di 45 e 32 anni: sono accusati di aver scaraventato la vittima nel vuoto
È arrivata a una svolta decisiva l’indagine sull’efferato omicidio consumatosi nella serata dello scorso 31 gennaio a Pioltello. Questa mattina, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia e della Stazione locale hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di due uomini.
Si tratta di due cittadini colombiani, rispettivamente di 45 e 32 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale e domiciliati nella cittadina del milanese. L’accusa per loro è di omicidio in concorso.
La dinamica: una lite finita in tragedia
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nelle ore immediatamente successive al fatto, la vittima — un connazionale di 31 anni — sarebbe stata coinvolta in una violenta colluttazione all’interno di un appartamento situato all’ottavo piano di un condominio.
Al culmine della lite, i cui motivi sono tuttora oggetto di accertamento, i due aggressori avrebbero spinto l’uomo oltre il parapetto, facendolo precipitare nel vuoto. Un volo di decine di metri che non ha lasciato scampo al giovane. Dopo il delitto, i due presunti responsabili si erano dileguati, facendo perdere le proprie tracce fino all’intervento dei militari di questa mattina.
Il provvedimento
I due fermati, concluse le formalità di rito in caserma, sono stati trasferiti presso la casa circondariale San Vittore di Milano. Restano ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che dovrà convalidare il fermo nelle prossime ore mentre proseguono gli accertamenti per chiarire il movente del brutale scontro.






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