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L’organo della basilica di San Magno torna a suonare per il taglio del nastro della mostra dedicata al restauro

Inaugurata venerdì 14 novembre la mostra dedicato al restauro dell’organo della Basilica di San Magno, progetto nato dalla collaborazione tra la Parrocchia di San Magno, la Gioielleria Sironi e la CEI

L’organo della basilica di San Magno è tornato a far sentire la sua voce alla città. Per il concerto inaugurale vero e proprio bisognerà aspettare giovedì 27, ma venerdì 14 novembre lo strumento realizzato quasi 500 anni fa da Giovanni Giacomo Antegnati è tornato a suonare in basilica, davanti ai giornalisti e alle autorità locali, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto l’inaugurazione della mostra dedicato al restauro dell’organo. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Parrocchia di San Magno, la Gioielleria Sironi, che per i suoi 150 anni ha voluto rendere omaggio alla città di cui ha contribuito a scrivere la storia, e la CEI, che ha sostenuto il progetto attraverso l’8×1000.

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Un «bene prezioso» che torna alla città

Organo San Magno, conferenza stampa e mostra

«Grazie al restauro è stato restituito alla nostra città un bene prezioso – ha sottolineato monsignor Angelo Cairati mentre l’organista titolare M° Barbara Berlusconi faceva risuonare in basilica le note del “Christus vincit” -. L’organo ha una duplice valenza: quella liturgico-religiosa durante le celebrazioni, ma anche quella culturale legata ai concerti e ai momenti di meditazione che potranno essere proposti, perché la basilica è a disposizione della città. Vorrei ringraziare la comunità per la pazienza e il sostegno, la famiglia Sironi che ha voluto fare questo grande dono, e la CEI, che ha dato un notevole contributo attraverso l’8 per mille: anche questa è una forma di carità, una carità culturale».

«Quando sono andato da monsignore con l’idea di restaurare l’organo – ha aggiunto Alessandro Sironi insieme al figlio Gianmarco, oggi titolare della storica gioielleria legnanese -, non mi ha dato apertamente del matto ma lo ha pensato. Con tenacia e voglia di arrivare fino in fondo al progetto, però, ci siamo riusciti. In questa basilica ho sposato una donna meravigliosa, ho battezzato mio figlio e mia nipote: il restauro dell’organo è un sogno nato anni fa nella mia mente che oggi si realizza».

Il restauro in mostra a Palazzo Malinverni

Un sogno che da sabato 15 novembre a martedì 6 gennaio potranno toccare con mano anche i legnanesi grazie alla mostra “Una voce per Legnano”, che racconta la storia dell’organo, voce spirituale della città dal 1542. «L’organo è un oggetto che ha necessità di essere capito – ha spiegato il curatore dell’esposizione Alessio Francesco Palmieri Marinoni -. L’obiettivo principale era quello di spiegare ad un pubblico di non esperti come è costruito e far vedere le parti fondamentali che lo compongono per poi entrare nel vivo dello strumento e della sua funzione. Lo scopo della mostra è anche quello di spiegare cosa ha significato il restauro. L’organo di San Magno rappresenta l’identità culturale e artistica e la memoria di un patrimonio identitaria, ma non è un caso isolato: la mostra dà modo di capire anche il contesto artistico, culturale e musicale che ha caratterizzato San Magno, la città di Legnano, il decanato, l’Alto Milanese e il contesto internazionale».

Un restauro destinato a durare un secolo

Organo San Magno, conferenza stampa e mostra

Tra componenti d’epoca e pannelli esplicativi, la mostra racconta la valenza culturale e l’impatto emotivo sulla città dell’intervento di restauro dell’organo da 1.600 canne, realizzato da Mascioni Organi di Azzio con l’obiettivo, sottolineato dallo stesso Andrea Mascioni, di «durare almeno per i prossimi 100 anni».

«Quando la famiglia Sironi ci ha parlato di questo progetto, lo stupore è stato tanto – ha spiegato l’assessore alla Cultura Guido Bragato -: era evidente per tutti quanto sarebbe stato impegnativo. Siamo orgogliosi di ospitare la mostra allestita a Palazzo Malinverni, una mostra assolutamente affascinante, ma soprattutto siamo grati a chi intrapreso quest’opera che restituisce un patrimonio della città oltre che della basilica».

Visite guidate e lezioni-concerto per le scuole

Il restauro dello strumento musicale sarà un’opportunità anche per le scuole cittadine grazie al calendario di concerti e visite guidate in programma. «Abbiamo la fortuna di avere uno strumento eccezionale – ha commentato Fabio Poretti, direttore della scuola di musica Niccolò Paganini -: a noi spetta il compito di iniziare a farlo vivere. Il concerto inaugurale coinvolgerà il meglio che c’è sul territorio, dall’organista titolare, M° Barbara Berlusconi, alla violinista Daniela Zanoletti, primo violino dell’Orchestra Rai, entrambe docenti della scuola Paganini, fino al Coro Jubilate, con ospiti d’eccezione come il M° Emanuele Vianelli, già organista del Duomo di Milano, Ramtin Gazavi, tenore del Teatro alla Scala di Milano, e il primo violino dell’Orchiestra di Torino. Il futuro dell’organo, però, sono i giovani e per questo abbiamo pensato di partire da loro per far capire il patrimonio che conserva questa basilica attraverso le visite guidata alla mostra, che daranno la possibilità di capire cosa c’è dentro lo strumento, e sentendolo suonare con una serie di lezioni-concerto suddivise per età, durante le quali raccontare lo strumento facendolo ascoltare».

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Pubblicato il 14 Novembre 2025
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