TARI, bilancio e Polo Baraggia: la polemica della lista di minoranza “Io Partecipo” a San Vittore Olona
"Io partecipo - Daniela Colombo Sindaco" contesta la gestione economico-finanziaria dell’amministrazione, sulle scelte relative alla TARI e al servizio rifiuti, oltre che sul metodo di confronto politico adottato dalla maggioranza guidata dal sindaco Zerboni
Riceviamo e pubblichiamo una nota della lista “IO PARTECIPO – DANIELA COLOMBO SINDACO”, che interviene sui temi emersi nell’ultimo Consiglio comunale di San Vittore Olona, soffermandosi in particolare sulla gestione economico-finanziaria dell’amministrazione, sulle scelte relative alla TARI e al servizio rifiuti, oltre che sul metodo di confronto politico adottato dalla maggioranza guidata dal sindaco Zerboni. Nel comunicato vengono inoltre affrontate le questioni legate al Polo Baraggia, alla partecipazione delle minoranze e alla gestione del dibattito istituzionale.
Abbiamo letto con attenzione il comunicato stampa diffuso dal sindaco Zerboni all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale di giovedì 21 maggio 2026. Al netto dei toni celebrativi e dell’ennesima narrazione autoassolutoria dell’operato dell’amministrazione, riteniamo doveroso riportare il dibattito su un piano di maggiore chiarezza e aderenza ai fatti, sia rispetto alla gestione economico-finanziaria del Comune sia rispetto al metodo politico e istituzionale con cui vengono affrontati temi importanti per la comunità sanvittorese. Più che di “tariffe invariate” riguardo alla TARI, bisognerebbe parlare con onestà di un equilibrio raggiunto aumentando comunque il costo complessivo del servizio. Se il PEF cresce — anche per motivi comprensibili come rinnovi contrattuali o modifiche del servizio — il tema politico non è raccontare ai cittadini che “va tutto bene”, ma spiegare con trasparenza quali scelte si stanno facendo e perché.
Fatta questa premessa, ci permettiamo di ricordare all’assessore Marrone che tutti gli aumenti sostenuti nel 2025 e da lei elencati nella sua relazione non vengono presi in considerazione nella predisposizione del Piano Economico Finanziario sulla base del quale verranno determinate le tariffe TARI del 2026, poiché per legge il riferimento è costituito dai costi sostenuti dal Comune nell’esercizio 2024. Non solo. Confrontando le tariffe riferite alle singole categorie di utenze — domestiche e non domestiche — quelle del 2026 risultano più elevate, sia nella quota fissa sia nella quota variabile, rispetto a quelle del 2024 e del 2025. Come si possa dunque sostenere che le tariffe siano rimaste “invariate” lo sanno soltanto l’assessore Marrone e il suo collega Morlacchi. Il ripristino della raccolta settimanale dell’indifferenziata a partire dal 2025 va inoltre nella direzione opposta rispetto al percorso che molti Comuni stanno cercando di costruire in vista dell’obbligo di introduzione della tariffa puntuale previsto da ARERA dal 2028 che, in termini amministrativi, è ormai dietro l’angolo.
Meno rifiuto indifferenziato, più responsabilizzazione, più educazione ambientale: questa dovrebbe essere la direzione. Si è invece preferita una soluzione più comoda nell’immediato, ma culturalmente regressiva, che rischia di rinviare il problema anziché affrontarlo. La vera sfida non è mantenere artificialmente invariata una voce in bolletta per poter rivendicare un risultato politico – che nei fatti comunque non esiste – ma accompagnare cittadini e imprese verso un sistema più sostenibile, trasparente ed equo, perché la sostenibilità ambientale richiede anche coerenza amministrativa, non soltanto slogan rassicuranti. Chiudiamo il capitolo economico-finanziario segnalando un ulteriore elemento che stride con la
narrazione dell’amministrazione. Dopo aver per anni dispensato lezioni sulla gestione del bilancio, criticando la precedente amministrazione e negando ripetutamente l’aumento della pressione fiscale imposto ai cittadini sanvittoresi — aumento che negli ultimi due anni ha generato maggiori entrate per oltre 500 mila euro — questa amministrazione ha dovuto richiedere alla banca tesoriera un’anticipazione di tesoreria per poter pagare i fornitori. Tradotto in termini semplici: non è stata in grado di pianificare correttamente i flussi di cassa del Comune ed è dovuta ricorrere a una forma di prestito temporaneo.Erano decenni che il Comune di San Vittore Olona non ricorreva a una simile operazione. Evidentemente, con l’arrivo dei “geni del bilancio”, non poteva mancare nemmeno questo
ulteriore costo per la collettività, rappresentato dagli interessi che il Comune dovrà pagare sulle somme anticipate. Anche nell’affrontare il tema del Polo Baraggia — che, come dichiarato in Consiglio comunale dalla nostra consigliera Daniela Colombo, ha rappresentato un’occasione persa di confronto serio e collaborazione su una questione che riguarda tutti i sanvittoresi — emerge una visione amministrativa miope e superficiale. Si intravede infatti un modo di amministrare nel quale il confronto viene vissuto più come un
ostacolo da gestire che come una componente essenziale della vita democratica. Liquidare le proposte altrui come “pleonastiche” può forse risultare efficace sul piano comunicativo, ma rischia di evitare il merito della questione. Su temi delicati come il Polo Baraggia — che coinvolgono ambiente, traffico, salute e qualità della vita — chiedere vigilanza, trasparenza
e coinvolgimento dei cittadini, come richiesto nella mozione di Civicamente, non è mai superfluo, è semplice prudenza istituzionale. Stride poi il continuo richiamo alla “concretezza” quando alle minoranze viene tolta la parola spegnendo il microfono durante una dichiarazione di voto.Il rispetto delle regole democratiche non è una formalità, è sostanza politica; anche perché il dissenso non si neutralizza impedendo agli altri di parlare. Allo stesso modo appare poco corretto utilizzare pubblicamente le assenze in commissione come prova di scarso interesse delle minoranze, quando tali assenze erano state comunicate e motivate in anticipo per impegni professionali e familiari. La collaborazione si costruisce condividendo tempi e modalità delle sedute, non imponendo unilateralmente convocazioni di commissioni e conferenze dei capigruppo per poi accusare chi non riesce a partecipare.
Alla fine, il filo conduttore che emerge dai resoconti dei consigli comunali e dall’atteggiamento del sindaco Zerboni e della sua amministrazione sembra sempre lo stesso: una comunicazione fortemente orientata all’autonarrazione dell’efficienza e della concretezza, ma molto meno disponibile ad aprirsi a un confronto reale quando emergono osservazioni critiche o visioni differenti. E in questo senso appare particolarmente significativa la frase pronunciata dal nostro acculturato sindaco citando Lorenzo il Magnifico (almeno lui lo era davvero): “Dica pure chi mal dir vuole, noi faremo e voi direte”. Una frase che sembra riassumere perfettamente l’idea di amministrazione che il nostro sindaco e la sua maggioranza stanno affermando: chi governa decide, chi dissente disturba, anche se rappresenta la fetta maggiore di cittadini che non hanno voluto lui. A questo punto manca soltanto un cartello all’ingresso del Municipio: “Si prega di non disturbare i manovratori”.LISTA “IO PARTECIPO – DANIELA COLOMBO SINDACO”









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.