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Omicidio Maltesi, il fidanzato di Carol: “Fin da quando mi fece conoscere Fontana notai qualcosa di strano”

In aula oltre al fidanzato di Carol Maltesi nei suoi ultimi mesi di vita anche il padre di suoi figlio, un'amica, un ex compagno e la ex moglie di Fontana

Fidanzato Carol Maltesi

«Fin da quando Carol mi fece conoscere Davide Fontana capii che c’era qualcosa che non andava». A tornare ancora una volta sul rapporto tra Carol Maltesi, la 26enne uccisa e fatta a pezzi nella sua abitazione di Rescaldina, e Davide Fontana, il vicino di casa ed ex compagno della vittima che ha confessato l’omicidio, è Salvatore Galdo, fidanzato della donna nei suoi ultimi mesi di vita, chiamato a testimoniare nel processo per il delitto davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio.

In aula l’uomo ha ripercorso i passaggi che hanno portato Carol Maltesi ad avvicinarsi a quello che sarebbe diventato il suo assassino, dalle difficoltà economiche e lavorative della donna durante il periodo della pandemia al primo shooting fotografico proposto da Fontana tramite i social: passaggi che lei stessa gli aveva raccontato, come dall’inizio della loro relazione gli aveva sempre raccontato quali video avrebbe girato e con chi l’avrebbe fatto.

Poi le discussioni con la fidanzata sui video girati con il vicino di casa, che a Galdo non piacevano perché «da parte di Fontana era diventata una cosa che andava oltre il lavoro» (con tanto di esempi come i sentimenti manifestati dall’imputato verso la donna anche ad amici comuni o le stanze matrimoniali prenotate da lui quando la accompagnava nei locali per le serate) e la richiesta di smettere con i filmati, anche per non passare più «la maggior parte del tempo sopra un telefonino». E il desiderio di Carol di cambiare città, dal quale l’avrebbe distolta il suo stesso assassino («Ha giocato sulla sua insicurezza, come la paura di guidare in posti che non conosceva»).

Fino al sogno di sposarsi suggellato da un anello che Galdo aveva regalato a Carol Maltesi nelle settimane immediatamente successive al loro incontro, con la promessa di “trasformarlo” nel giro di un anno in una proposta di matrimonio vera e propria, e alle ultime battute del loro rapporto: quel video dell’11 gennaio che avrebbe dovuto essere l’ultimo girato dalla donna con Davide Fontana, le chat con l’utenza WhatsApp della vittima subito dopo l’omicidio attraverso le quali lei spiegava di doversi sottoporre al test Covid perché il vicino era risultato positivo al virus e poi la comunicazione della sua stessa positività e della volontà di rimanere sola.

Visibilmente commosso, Galdo ha spiegato alla Corte d’Assise di Busto Arsizio di aver cercato altri contatti con la donna con il “pretesto” di alcuni effetti personali lasciati nella casa di corte di Rescaldina dove Carol è stata uccisa e di aver provato a contattare anche lo stesso Fontana, fino ad un’«informazione letteralmente sbagliata» quando gli fu riferito che la donna era stata vista insieme al padre del figlio, dopo la quale l’uomo si era «messo l’anima in pace».

In aula ha deposto anche il padre del figlio di Carol Maltesi, compagno della donna fino a fine 2019, che ha raccontato delle preoccupazioni manifestate nell’autunno 2022 per la sua «poca presenza» nella vita del piccolo e del suggerimento di trasferirsi nel Veronese per stargli più vicino, a valle del quale la donna si era mossa per trovare un’abitazione. L’uomo è stato chiamato dalla pubblica accusa a ripercorrere l’ultima telefonata con Carol il giorno in cui la donna è stata uccisa, e i contatti dei mesi successivi durante i quali non era stato insospettito dal cambiamento perché la vittima avrebbe dovuto essere a Dubai per lavoro, con conseguenti difficoltà ad avere accesso alla linea internet.

Tra i testi ascoltati nell’udienza fiume di lunedì 5 dicembre anche un’amica e collega di Carol Maltesi (che ha riferito di un Davide Fontana «morbosamente innamorato di lei», ricostruendo le ore in cui lo ha accompagnato in caserma a Rescaldina subito prima della confessione), un ex compagno della vittima e la ex moglie di Davide Fontana. La donna ha raccontato in aula le ultime fasi del rapporto con l’imputato, terminato a marzo 2021 proprio per volontà dell’uomo, che all’epoca le aveva detto di avere bisogno di «più libertà», ammettendo poi la frequentazione con una 25enne di Legnano.

Sempre a Legnano, peraltro, le aveva detto di essersi trasferito dopo un primo periodo in un residence e un breve ritorno a casa dei genitori: solo all’incirca un mese prima dell’arresto la donna ha scoperto che Fontana viveva in realtà in una casa di corte di Rescaldina. In tempi “non sospetti” la donna aveva anche discusso dell’omicidio di Carol Maltesi, di cui aveva letto sui giornali, con l’ex marito: proprio a Borno i due si erano conosciuti nella prima metà degli anni ’90.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 05 Dicembre 2022
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