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Videosorveglianza in stazione a Rescaldina, centrodestra: «Abbiamo perso tre anni»

Il centrodestra critica la scelta della maggioranza di bocciare la mozione sulla videosorveglianza tre anni fa per poi puntare su un bando per le telecamere

stazione rescaldina

«Un’amara vittoria». È questa la lapidaria definizione che arriva dai banchi del centrodestra per la scelta dell’amministrazione comunale di Rescaldina di partecipare al bando regionale per la videosorveglianza nei parchi con un progetto che prevede il monitoraggio del parchetto di via San Francesco, del parco di Villa Rusconi e soprattutto dell’area circostante alla stazione, crocevia di passaggio di chi punta a quelli che sono ormai diventati tristemente noti come i boschi dello spaccio in cerca di una dose.

Vittoria amara perché, se è vero che “quando vedi il tuo pensiero fiorire sulle labbra del tuo avversario devi gioire perché questo è il segno della tua vittoria”, come ricordano Mariangela Franchi e i suoi citando il fondatore del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante, il centrodestra non dimentica che «si sono persi tre anni nel corso dei quali sarebbe stato possibile agire per la sicurezza del paese».

La critica del centrodestra affonda le proprie radici in una mozione presentata ormai quasi tre anni fa proprio dalla coalizione che alle ultime amministrative ha sostenuto la candidatura di Franchi, con la quale il gruppo di opposizione avrebbe voluto far mettere nero su bianco all’amministrazione l’impegno a «reperire nel bilancio le risorse necessarie per l’istallazione di telecamere». Mozione che, però, era stata bocciata dalla maggioranza.

«Con l’ormai consueta alterigia l’amministrazione ripropose la sua rilettura “corretta” della questione secondo la quale il problema riguarda la stazione, cioè Ferrovie Nord, – ma, affermiamo noi, la mozione parlava di zone limitrofe alla stazione! – e si tratta di degrado più che sicurezza – ma, ci chiediamo, il degrado non pervade forse proprio le aree meno sicure, meno curate e meno sorvegliate? – spiega il centrodestra -. E ancora, affermava Vivere Rescaldina, le videocamere sono strumenti inefficaci e i costi di manutenzione non sono sostenibili. In estrema sintesi, ci fu detto, l’idea di sicurezza di Vivere Rescaldina è spazi vissuti, luoghi da restituire alla collettività, un progetto socioculturale alla stazione».

«Oggi – prosegue il gruppo di opposizione – apprendiamo dai giornali che l’amministrazione di Gilles Ielo prende consapevolezza del problema e si affida alle telecamere. Abbiamo perso tre anni, abbiamo visto aumentare in modo preoccupante gli episodi di criminalità nel bosco ma anche per le vie del paese e ora ciò che era giudicato inefficace, non sostenibile diventa la soluzione. Sì, la soluzione perché nulla si sa del resto: del progetto socioculturale della stazione, dei risultati della strategia che fa vivere gli spazi».

Il centrodestra, insomma, non fa mistero di ritenere un errore la decisione presa negli anni passati da Vivere Rescaldina di “bocciare” la mozione sulla videosorveglianza. «Accogliere la mozione proposta dal centrodestra, avrebbe potuto essere un concreto segnale di volontà di collaborare per trovare insieme soluzioni concrete, complementari tra di loro e capaci di ingenerare nei nostri concittadini un sentimento di serenità e sicurezza – concludono Mariangela Franchi e i suoi -. Ora la sicurezza dei nostri cittadini risulta sempre più minacciata ed il fatto che coinvolga altre realtà a noi vicine non deve essere un pretesto per addossare le responsabilità ad altri ma, semmai, suggerire l’urgenza di affrontare il problema con concretezza. Ora, grazie al bando di Regione Lombardia che pone a disposizione risorse per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, l’amministrazione Vivere Rescaldina sembra essersi convinta ad allargare le proprie vedute e aprire la mente a nuovi orizzonti alla ricerca di soluzioni concrete ed efficaci. Meglio tardi che mai… Ma tardi è sempre tardi».

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Maggio 2022
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