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Elezioni Rescaldina, Lega: "Perdendo si impara"

Come il Milano contro il Liverpool nella finale di Champions del 2005 ad Istanbul. É con questa metafora calcistica che il segretario della Lega di Rescaldina, Ambrogio Casati, commenta la tornata elettorale dello scorso 26 maggio. «La Lega, in testa nettamente alla fine di domenica 26 maggio (europee), viene raggiunta e superata al lunedì pomeriggio (comunali) dal PD, o meglio da Vivere Rescaldina, che vanta 140 voti in più, riconquistando così la guida del Comune di Rescaldina. É ovvio che noi della Lega ci siamo rimasti male».

Ma il Carroccio rescaldinese, archiviata la delusione, ora guarda avanti e, insieme a Maria Angela Franchi - ex candidata sindaco e unica esponente della Lega ad essere entrata in consiglio comunale -, pensa ad affrontare i prossimi cinque anni con «presenza costante, attenzione pressante ed impegno pesante, per dimostrare ai 3.083 elettori che hanno votato Centrodestra Unito che non hanno sprecato il loro voto, ma lo hanno affidato ad una degna depositaria delle loro aspirazioni». Con un occhio di riguardo fin da ora alle prossime elezioni, per «presentarsi al prossimo scontro più preparati, meglio organizzati e assistiti nel modo migliore possibile». 

C'è spazio poi anche per una riflessione sui candidati consiglieri in quota Carroccio nella lista che ha sostenuto la candidatura di Franchi: «Vorrei fare un accorato appello agli elettori della Lega - sottolinea Casati -: dopo aver crociato il simbolo, scrivete anche i nomi delle preferenze! Non è plausibile che su 3.030 elettori della Lega (alle europee) solo 450 circa abbiano indicato un candidato consigliere fra gli otto leghisti in lizza alle comunali. É vero che un candidato consigliere non si valuta solo dal numero dei consensi ottenuti ma sulla base delle sue capacità, della sua competenza ed esperienza. Purtroppo o per fortuna i nostri consiglieri non hanno promesso agli elettori mari e monti ma solo impegno e dedizione per il bene del paese. Al di la di questo gli otto candidati consiglieri della Lega in questa campagna elettorale hanno percepito sensazioni ed emozioni che, seppur non concretizzate, hanno sviluppato in loro un senso di collaborazione spontaneo e disinteressato che li ha fatti maturare interiormente».

(Leda Mocchetti)