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Paolo Alli tira la volata al Popolo della Famiglia

In politica da 26 anni, brillante 70enne, Paolo Alli torna in campo con le elezioni europee, capolista al Nord-Ovest della lista Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare.

Ieri, martedì 21 maggio, ha giocato... in casa, con una presentazione che ha riunito in Sala Ceccarelli - Tecnocity una cinquantina di legnanesi. Nessuna folla "oceanica", nessun ospite "speciale", ma non per questo di minore spessore elettorale. Un incontro che, accanto al navigato politico, ha mostrato il volto nuovo della coalizione rappresentato dalla bergamasca Cristina Laganà e dalla varesina Gabriella D'Amato. Moderatore, Ivo Paiusco pesidente della Associazione Alcide De Gasperi.

        «Dopo la fine del mio mandato alla Camera e della straordinaria esperienza di presidente della Assemblea Parlamentare della Nato, l’opportunità delle elezioni europee ha risvegliato in me il desiderio di rimettermi in gioco. La mia passione per i temi internazionali non poteva restare indifferente a questa sfida», così ha esordito Alli, che ha proseguito: «Lo scenario attuale della politica italiana, caratterizzato da un Pd spostato sempre più a sinistra, da un M5S in calo, da un centrodestra polarizzato sulle posizioni estreme di Lega e FdI e dal tramonto triste e inesorabile di Forza Italia non offre una reale possibilità di scelta ai moltissimi elettori che credono nel popolarismo di Sturzo e De Gasperi, rappresentato oggi nella piattaforma programmatica del Ppe. Su questi valori, invece, Alternativa Popolare, partito che presiedo, e il Popolo della Famiglia si sono ritrovati e hanno condiviso l’idea di offrire ai moderati italiani una opportunità nuova. Sono i valori della centralità della persona, della famiglia, dell’impresa, dell’ambiente e di una vera economia sociale di mercato, che rappresentano per l’intera Europa, e non solo per l’Italia, una colossale sfida».

«I valori europei, basati sulle comuni radici giudaico-cristiane, costituiscono un modello da preservare, dove il riconoscimento della libera iniziativa e il modello di welfare universalistico si coniugano in una visione autenticamente comunitaria. - così Alli sul tema del futuro dell'Europa- . Al contrario dell’individualismo americano, che non conosce il concetto di solidarietà sociale, e del collettivismo cinese, che riduce la persona a un numero».

Alli non ha nemmeno dimenticato il suo recente passato di presidente dell'Assemblea Nato quando ha ricordato che «la centralità geopolitica dell’Europa e la necessità che essa trovi finalmente un vero protagonismo globale, impongono, però, l’accelerazione del processo di unione politica. Solo difendendo comuni confini possiamo arrivare a considerare che quello che sta dentro quei confini sono gli Stati Uniti d’Europa. E’ un compito non più rinviabile, collaborando con l’altro grande organismo multilaterale che, insieme all’Unione Europea ci ha garantito 70 anni di pace: la Nato».

Immagini di Luigi Frigo

 

(Marco Tajè)