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Candidati divisi su rumore e gestione del Teatro Tirinnanzi

  • LEGNANO
  • giovedì 18 maggio 2017
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A Legnano, come in altre città, l’intrattenimento per i giovani si scontra spesso con il diritto dei cittadini di riposare. Un tema scottante per un amministratore che è chiamato a trovare un compromesso o ad imporre regole dall’alto. Proprio il tema del rumore, della musica e della cultura ha portato i candidati sindaci ad un nuovo confronto elettorale al Circolone, luogo simbolo di Legnano per attività culturali e di aggregazione, ma anche per proteste e ordinanze che hanno imposto lo stop della musica dal vivo alle 22. 

La tensione del dibattito è stata sciolta subito dal ricordo dei poster appesi in camera da giovani (Grattarola a parte) e dalla musica ascoltata: ha strappato sorrisi l’idea del poster di Che Guevara di Centinaio o di Salvador Alliende di Turri, mentre Beatles, Pooh e Rolling Stones la facevano da padrona nel giradischi.

Un problema di decibel e di zonizzazione sicuramente quello che ha riguardato il Circolone, ma se alcuni candidati (Ornella Ferrario, Juan Pablo Turri e Andrea Grattarola) dicono sì al rumore per poter rendere Legnano una città viva, c’è chi come Guidi pensa ad un rumore di qualità che possa piacere ai cittadini nelle case nonostante la tarda ora, mentre Alberto Centinaio e Giambattista Fratus credono ad un rumore nel rispetto delle regole. 

Proprio l’attuale sindaco, promotore delle ordinanze, ha voluto ricordare l’impegno di una amministrazione affinché «la situazione non sfugga di mano, poi si può discutere di zonizzazione e rivedere i decibel. Devono esserci regole che proteggano i cittadini in determinate fasce orarie, ma anche consentire alle attività di portare avanti la propria attività. Importante la collaborazione tra residenti e operatori». 

Il compromesso deve esistere anche per Fratus che ha ribadito: «Per rendere attrattiva la città non ci si può chiudere nelle quattro mura, se si vuole una città viva dobbiamo portare la gente in piazza e nelle strade. Le regole poi vanno rispettate, però queste devono dare elasticità entro la quale operare per evitare che nascano conflitti tra le parti».

Secondo il candidato di Alternativa Popolare Luciano Guidi, occorre invece «facilitare le relazioni, con iniziative ed eventi che abbiano qualità diversa rispetto al passato. Le regole servono fino ad un certo punto, ognuno deve fare il suo mestiere, al massimo l’operatore può guardare oltre il suo orticello»

Guardando ai programmi elettorali, Ferrario ha posto l’attenzione sulla necessità di spazi adeguati per rispondere alle esigenze di tutti: «Il piano di zonizzazione deve essere fatto razionalmente tenendo conto delle risorse del territorio, della densità, della presenza di attività industriali. L’amministratore deve essere facilitatole di relazioni tra chi risiede e gli operatori. Per il disturbo fuori dai locali si può modificare il regolamento di Polizia Locale». 

Eventi, musica e giovani le parole d’ordine di Grattarola che vede nelle consulte di quartiere, a sostituzione dei comitati, «la soluzione possibile per risolvere le questioni tra operatori e cittadini e ricreare una comunità nel quartiere. La regolamentazione deve ripartire dal basso. Importante la partecipazione dei cittadini».

Più vicino alle esigenze del Circolone Turri, per il quale non esiste rumore buono e cattivo, ma «c’è un rumore di fondo in città che bisogna eliminare: quello delle automobili, per poi espandere la cultura. Questo è un luogo di tutti e da difendere. Se non lo vogliamo difendere allora trattiamolo come tutte le altre attività commerciali».

Ma la città non è solo fatta di giovani e allora ecco cosa prevedono i sei candidati sindaco per la cultura della città e su come è meglio procedere sulla gestione del Teatro Tirinnanzi, se per bando pubblico o affidarsi ancora al Consorzio Bibliotecario. Possibilità questa prospettata da Centinaio, Turri e Guidi, mentre la strada della gara pubblica è l’idea che hanno ipotizzato Fratus, Grattarola e Ferrario, quest’ultima anche in un’ottica di apertura della struttura al mondo delle scuole. 

(Manuela Zoni)