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Crisi Sirti, trovata ipotesi di accordo per evitare i licenziamenti

Raggiunta l’ipotesi di accordo per la soluzione positiva della vertenza sulla crisi Sirti (azienda con sede anche a Mazzo di Rho) e scongiurare 833 licenziamenti. L'intesa sottoscritta al Ministero del Lavoro sarà illustrata nelle assemblee convocate nei prossimi giorni e sottoposta a referendum tra i dipendenti.

Nel dettaglio l’accordo, distribuito su un periodo di tre anni, come spiegano Marco Giglio, Pietro Locatelli e Michele Paliani, coordinatori nazionali Sirti Fim Fiom Uilm, prevede: «uscite incentivate con la non opposizione al licenziamento, per accompagnamento alla pensione e out placement; riconversioni interne del personale nelle unità produttive non interessate dagli esuberi; contratto di solidarietà difensivo all’interno della divisione TELCO (e magazzini) con una riduzione media del 23,22% (con punta massima del 35%). Inoltre, è previsto l’avvio di un tavolo di confronto sul tema della competitività aziendale, con l’obiettivo di far rientrare parte delle attività ora affidate ai sub-appalti. L’intero impianto prevede momenti di verifica sui diversi aspetti, tanto a livello nazionale quanto nei territori da parte delle RSU».

Soddisfazione arriva da due esponenti politici nazionali del Rhodense, i leghisti Fabrizio Cecchetti e Fabio Boniardi: «Esprimiamo soddisfazione per l'accordo raggiunto sulla crisi della Sirti di Rho. Una buona notizia per il nostro territorio. Erano a rischio 833 posti di lavoro, altrettante famiglie coinvolte. Le intese su uscite incentivate, riconversioni interne, contratto di solidarietà difensivo sono risultati concreti e positivi. Ora è di fondamentale importanza l'apertura del Tavolo di Settore delle Telecomunicazioni».

(Chiara Lazzati)