Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Cgil, Torre: "Rendiamo l'Altomilanese meno Milanocentrico"

Welfare, formazione e tavoli di confronto per salvaguardare i lavoratori e arricchire il territorio. Questi gli strumenti che Jorge Torre continuerà ad utilizzare per vincere le sfide del suo nuovo mandato. Rieletto segretario generale della Camera del Lavoro del Ticino Olona, con l’81,53% dei voti, il sindacalista è arrivato in via Volturno nel 2016 al posto di Maurizio Stampini.

A pochi giorni dalla sua nomina, Torre ha invitato le amministrazioni legate al Patto dei Sindaci a organizzare un nuovo incontro per la Consulta sull’Economia e Lavoro dell’Alto milanese: «Sono trascorsi troppi mesi dall'ultimo incontro, è tempo di ritrovarci per discutere e confrontarci».

Tra gli obiettivi del segretario, resta  quello di valorizzare l'Altomilanese in modo tale che sia più autonomo e meno "Duomo-centrico" : «Ripeto, dobbiamo evitare che i servizi migrino a Milano - afferma Torre -. Piano piano, quest'area sta impoverendosi e non è positivo: dobbiamo preservare la ricchezza di questo territorio». Risulta fondamentale difendere la legalità e il lavoro e perciò Torre insisterà «con le amministrazioni affichè realizzino con le Polizie Locali una Task Force Metropolitana specializzata nel contrasto dello sfruttamento del lavoro e della tratta. Noi siamo pronti a collaborare e a segnalare là dove scopriamo casi di capolarato o situazioni illecite». Situazioni critiche di sfruttamento presenti anche a Legnano.

La rete di sostegno per i lavoratori resterà un "cavallo di battaglia", tanto che nel mese di novembre la Cgil chiuderà l'accordo con l'azienda Sole di Legnano per offrire buoni sociali per accedere ai servizi. «Avvieremo una nuova tornata di incontri tra CGIL CISL UIL e le amministrazioni comunali -  afferma Torre -, crediamo che sia necessario integrare la già esistente negozizzazione sociale con una vera e propria contrattazione territoriale: anche quei piccoli spazi di fiscalità locale possono essere utilizzati a favore del lavoro. Ad esempio, lo scambio IMUTASI può essere fatto in favore delle aziende che mantengono o creano occupazione, non a tutte come regalia a discapito della fiscalità nazionale».   

Per Torre, l’Ovest Milano non può continuare ad affrontare le sfide del futuro e la concorrenza continuando a mantenere «politiche e scelte legate al basso costo del lavoro ed alla bassa professionalità». La via d'uscita, quindi, resta la formazione utile a creare nuove professionalità.

 «Dobbiamo coinvolgere enti come Confindustria, Confartigianato e Afol per proporre ai lavoratori percorsi di formazioni utili al ricollocamento - spiega Torre -. E realizzare una lista specifica per facilitare le aziende nella scelta di dipendenti specializzati. È un obiettivo importante che possiamo raggiungere con la volontà di tutti i soggetti coivolti. Dobbiamo crederci e concretizzare i progetti delineati e condivisi in questi giorni».

(Gea Somazzi)