Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Aumentano gli incidenti mortali nei cantieri, sindacati in piazza

Precipitati a terra da tetti, scale e parapetti. Aumentano gli incidenti mortali nei cantieri edili e i sindacati, per attirare l'attenzione sul tema, scenderanno a manifestare a Milano. A organizzare il presidio regionale, lunedì prossimo 16 luglio, la Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea Cgil. In piazza Duomo dalle 9 alle 12.30, saranno presenti anche rappresentanti sindacali di Legnano e zona della Fillea CGIL, Camera del Lavoro CGIL Ticino Olona assieme con gli R.L.S.T. E RLS. 

Proprio dalla sede rossa di via Volturno, guidata da Jorge Torre segretario della Cgil Ticino Olona, è stata illustrata la situazione: «Una vera e propria strage, che come certificano ancora i dati Inail dopo molti anni di discesa sono tornati ad aumentare in modo evidente. Gli infortuni mortali dal 2000 al 2016 si erano dimezzati. Nel 2017 e in questo scorcio di 2018 sono tornati a crescere». A morire più di tutti nei posti di lavoro sono i lavoratori edili, secondo Agron Hysaj, segretario generale della Fillea Cgil del Ticino Olona: «la maggior parte di loro sono vittime di cadute dall’alto (tetti e impalcature) - spiegano i sindacalisti-, il 30.8%, il 23,9% dei casi per caduta da scale, il 15.9% dei casi per caduta da terrazzi, parapetti o aperture. Gli stranieri morti sono stati oltre il 10% del totale, mentre il 25% delle vittime ha più di 60 anni».

Il tema "sicurezza sul lavoro" continua drammaticamente ad essere di attualità e vista la gravità della situazione i lavoratori della filiera delle costruzioni scenderanno in strada per protestare contro gli infortuni mortali sul lavoro. «Siamo di fronte ad un drammatico peggioramento della situazione nella nostra Regione come in tutta Italia - afferma Torre -. Un aumento che preoccupa fortemente il sindacato, impegnato attraverso la contrattazione collettiva e aziendale e il lavoro dei RlS, a contrastare questo fenomeno. Occorre un impegno forte anche da parte delle istituzioni e delle associazioni d’impresa. È necessaria un’azione coordinata che rafforzi il sistema della prevenzione e dei controlli in tutti luoghi di lavoro, con particolare attenzione verso le piccole e piccolissime aziende. Lo sviluppo, l’occupazione, la competitività sul mercato non si operano con la riduzione dei diritti, ma con la formazione. È necessaria una maggior partecipazione nell'organizzazione di laboratori e nelle scelte aziendali per un miglioramento a tutto campo delle condizioni di lavoro. Solo così riusciremo a lasciarci alle spalle la crisi e a contrastare il carico di dolore e sofferenza che causano gli infortuni, mortali e non, e le malattie professionali».

Durante l'iniziativa verranno raccontate le cause degli ultimi infortuni mortali avvenuti nei singoli territori della Lombardia. «Il presidio deve trovare parole, volti e voci - commentano i sindacalisti - Ricordare, comprendere e analizzare le cause del perché i lavoratori muoiono sul lavoro nel 2018, serve ad interrogare tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni. La Fillea CGIL, Camera del Lavoro CGIL Ticino Olona assieme con gli R.L.S.T. E RLS del nostro territorio hanno avuto sempre una sensibilità rispetto al tema della sicurezza sul lavoro e nei luoghi di lavoro. Considerato l’importanza della lotta e della manifestazione, saremo presenti al presidio con striscioni e bandiere, tutti insieme a dire vietato morire sul lavoro, basta morti sul lavoro».

(Gea Somazzi)