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"Selfie", una fotografia del mondo dei giovani d'oggi

Ascoltare musica, chattare, giocare ai video game, scattarsi selfie e condividerli in rete. Sono solo alcune delle tante attività svolte dagli adolescenti con il loro smartphone, che caratterizzano il loro rapporto con internet e spesso l’abuso che ne fanno. Proprio queste tematiche sono state messe in luce da "Selfie", il progetto presentato nell’aula magna della scuola secondaria di primo grado "Via Parma".

«Il termine selfie è stato volutamente usato per descrivere la fotografia di come sono i giovani d’oggi, secondo un’analisi fatta in questa scuola», ha spiegato il dottor Simone Feder, responsabile dell’area "Giovani e Dipendenze" della Comunità Casa del Giovane, relatore della serata.

La ricerca sugli stili di vita giovanili è stata realizzata dalla Comunità Casa del Giovane in collaborazione con l’Università degli Studi Milano-Bicocca e il Centro "Semi di Melo". Scopo dell'iniziativa, individuare i più rilevanti fattori di rischio legati all’uso della rete e fornire indicazioni su come educare i ragazzi ad un corretto utilizzo del web. Per la realizzazione di "Selfie", è stato necessario distribuire agli studenti dell’istituto un questionario completamente anonimo approfondire alcune tematiche, come ad esempio il gioco d’azzardo online, il rapporto che hanno con il proprio corpo, il tipo di uso che fanno della rete e le attività svolte nel tempo libero. 

Dal questionario emerge che la stragrande maggioranza dei preadolescenti dell'istituto sono esageratamente connessi in rete e fanno un uso spropositato dello smartphone. Dal telefono, infatti, spesso non si staccano nemmeno durante i pasti e non lo spengono nemmeno di notte, e quando sono in gruppo anzichè dialogare "faccia a faccia" si isolano con il proprio smartphone. 

Feder, specializzato nella cura della dipendenza al gioco d’azzardo, ha rivolto poi particolare attenzione all’utilizzo della rete come mezzo per giocare d’azzardo e fare scommesse. Questi atteggiamenti, che possono creare delle vere e proprie dipendenze, sono sempre più diffusi negli adolescenti, molti dei quali, anche prima di compiere la maggiore età, hanno dichiarato di aver avuto a che fare con poker, scommesse e slot machines. 

«Questi comportamenti da parte degli adolescenti nascono spesso dal desiderio di emulare gli atteggiamenti del gruppo di amici, compagni di scuola e coetanei con cui hanno a che fare - ha spiegato Feder -, ma ancor più grave è quando i giovani imparano questi atteggiamenti scorretti perché li vedono in casa. È molto importante, quindi, che i genitori siano i primi a dare il buon esempio ai propri figli e li educhino a comportamenti corretti e consapevoli dei rischi che possono correre»

(Federica Pontremoli)