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Il nuovo percorso di presa in carico del paziente mieloleso nel P.O. di Passirana

  • SALUTE / RHO
  • martedì 14 maggio 2019
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In questi giorni, il Direttore Generale dell’ASST, Ida Ramponi, ed il Presidente dell’Associazione Passi e ruote, Odinel Alves Dos Santos, hanno organizzato un incontro, con la partecipazione dell’Assessore ai Servizi Sociali del comune di Rho Nicola Violante, al fine di predisporre un comunicato congiunto per presentare il percorso di presa in carico del paziente mieloleso, attivato presso il P. O. di Passirana.

La riorganizzazione risponde alla necessità di sviluppare un’offerta riabilitativa e clinico – assistenziale, coerente con i bisogni dei pazienti mielolesi, da garantirsi in regime ambulatoriale, eventualmente al domicilio e, in caso di necessità, in regime di ricovero.

Per questo motivo è stato creato un «percorso personalizzato di presa in carico», che prevede l’orientamento da parte di un medico fisiatra dedicato sia per le attività ambulatoriali sia in caso di necessità di ricovero e che coinvolge tutti i reparti e tutti gli ambulatori presenti nell’ASST Rhodense. “La recente riforma sanitaria che si sta attuando in Regione Lombardia (LR 23/2015) ha posto l’accento sulla necessità di individuare un professionista di riferimento per i pazienti cronici, che definisca percorsi individuali di assistenza e di cura – sottolinea Ida Ramponi. Risulta altresì evidente la necessità di potenziare l’integrazione tra le varie fasi del percorso di cura secondo il modello della “rete integrata” dei servizi, dalla assistenza sanitaria a quella sociosanitaria e sociale territoriale, in un’ottica di continuità assistenziale e integrazione ospedale/territorio.”

Con questa logica, il percorso di presa in carico, già avviato e che ha visto arruolati i pazienti che afferivano alla unità spinale di Passirana, ora convertita per la parte di degenza in riabilitazione generale, vede coinvolte diverse figure professionali con competenze non specifiche e specialistiche. L’Associazione Passi & Ruote, che da cinque anni cerca di fare riattivare tali servizi, persi dopo la chiusura dell’ U.S. di Passirana e causa di notevoli peregrinazioni e disagi per gli ex pazienti mielolesi, in nome del suo Presidente Odinel Alves Dos Santos ha rinnovato la disponibilità a collaborare con la Direzione per l’organizzazione di questo percorso, riconoscendo gli sforzi che ha sostenuto l’Azienda nel costruire, prima tra le ASST della Lombardia, un modello di presa in carico che, dopo la fase acuta del trauma, possa accompagnare i pazienti con lesione midollare nella ripresa della vita quotidiana, supportandoli in tutte le fasi di recupero e mantenimento di uno stato di salute compatibile con la disabilità ed anche, molto importante, per l’inizio di una vita al domicilio dignitosa.

“E’ un modello che porteremo all’attenzione del Comitato regionale al quale abbiamo chiesto di partecipare anche al Direttore della unità operativa di riabilitazione aziendale, Stefania Chierici”, ha precisato il Presidente dell’Associazione. “Vorremmo seguire insieme all’ASST l’evoluzione di questo modello in modo da evidenziare le criticità e poter contribuire da protagonisti ad attivare i servizi necessari ai pazienti mielolesi anche in chiave di sussidiarietà”, ha continuato il Presidente Dos Santos. “Grazie al percorso, ciascun paziente sarà seguito da un medico fisiatra di riferimento che, definito il piano di cura, direttamente programmerà le prestazioni, rispettando le priorità – sottolinea Stefania Chierici e, soprattutto, evitando ai singoli pazienti attese inutili, code per la prenotazione con i conseguenti disagi. L’ambulatorio fisiatrico del presidio di Passirana prevede un’agenda di prenotazione a coda riservata su 32 specialità. L’obiettivo di questo percorso, continua Stefania Chierici, è quello di creare una rete di specialisti proattivi nel definire sia progetti riabilitativi personalizzati che nella cura dei pazienti per qualsiasi problema clinico che insorga nella loro vita”.

E’ il medico fisiatra che prende in carico il paziente che si preoccupa di effettuare la prescrizione medica e la prenotazione delle prestazioni riferite agli specifici bisogni del paziente, siano essi di carattere clinico specialistico medico e/o chirurgico, riabilitativo, assistenziale o socio-assistenziale (ad esempio visite specialistiche, esami strumentali, cicli riabilitativi, revisione ausili, follow-up clinici strumentali, invalidità civile, sostegno alla famiglia ecc…).

Per la presa in carico del paziente mieloleso è stata attivata una rete di professionisti in tutta l’ASST, che vanno dagli infermieri che vengono attivati per la medicazione delle ferite difficili, a quelli specializzati per il cambio delle stomie al personale dietista che interviene per la prescrizione di diete speciali. “E’ stato attivato un percorso di coordinamento e di integrazione tra tutte le figure infermieristiche che sono coinvolte nella gestione del paziente mieloleso partendo da protocolli e procedure attivati nell’ex reparto dell’Unità Spinale, aggiornati secondo l’evidenza scientifica e che sono stati oggetto di specifici percorsi formativi per tutto il personale, utilizzando le competenze professionali di infermieri, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione che prestavano servizio nello stesso reparto” – ha precisato Laura Zoppini, Responsabile dell’UOC Direzione Assistenziale delle Professioni Sanitarie e Sociali, e che coordina i professionisti appartenenti alle aree sanitarie, riabilitative, tecniche e sociali.

Una attenzione specifica è stata data anche all’aspetto logistico, tanto che è previsto, in caso di ricovero presso le strutture ospedaliere aziendali, la riduzione, quando necessario, di letti presenti affinché il paziente possa avere spazio adeguato per muoversi con gli ausili di cui avesse bisogno.

Al momento del ricovero il coordinatore di reparto attiva il fisiatra e le professioni sanitarie dedicate alla prevenzione e al trattamento delle complicanze che possono sopravvenire durante la degenza.

Nicola Violante, assessore ai Servizi socio assistenziali del Comune di Rho, ha ricordato infine la sinergia con cui il Comune di Rho, gli altri comuni dell’Ambito, Sercop e l’ASST hanno lavorato in questi anni sul fronte della continuità dei servizi: “E’ stato definito congiuntamente un protocollo attualmente sperimentato sulle persone anziane, il cui risultato finora registrato è molto positivo. Questo protocollo è valido e da estendere a tutti i cittadini fragili e quindi anche i pazienti mielolesi, al fine di porre in atto tutte le misure necessarie perché non sia il cittadino a dover ricostruire il percorso per ottenere risposta ai propri bisogni, ma le istituzioni a doversi raccordare per garantire la prestazione ed il servizio necessari. Certamente importante che il percorso sia condiviso e diffuso in modo capillare, perché i cittadini conoscano l’aiuto che possono avere dalle istituzioni e, soprattutto che non si sentano soli o disorientati.”

Anna Maria Stragapede, coordinatrice del personale di Assistenza Sociale aziendale, aggiunge che il lavoro di integrazione che ha portato le istituzioni ospedale e territorio alla condivisione per tutti i comuni afferenti alla Azienda di modalità di accesso ai percorsi ed alle prestazioni orientate alla semplificazione degli accessi, all’approccio multidisciplinare ed alla lettura personalizzata dei bisogni. Da ultimo, non per importanza, Sandro Fumagalli, direttore dell’area Welfare e Fragilità ricorda il progetto “DAMA” che riguarda tutte le disabilità, che aggiunge valore inestimabile al percorso fin qui descritto, perché intercetta e traduce anche quei bisogni difficili da esprimere, difficili da tradurre dallo stesso paziente.

All’incontro era presente anche Aldo, ragazzo tetraplegico di 38 anni e che dal 2004 anno del trauma ha vissuto le difficoltà della presa in carico dei suoi bisogni, che sul finire dello scorso anno ha, quasi per caso, preso coscienza che presso l’Ospedale di Garbagnate poteva avere accesso alle cure specialistiche di cui avesse bisogno, programmato un intervento chirurgico che aspettava da mesi e che, a seguito di un episodio acuto è stato ricoverato in terapia intensiva dove, come lui stesso ha dichiarato, ha avuto l’assistenza specialistica e strettamente assistenziale adeguata alle sue problematiche. “sono stato accompagnato con professionalità e umanità in tutto il percorso, fino alla dimissione”. La domanda, finale, dell’Associazione, è: il paziente con lesioni midollari, in caso di bisogno può sempre essere ricoverato presso una delle vostre strutture, oppure solo in terapia intensiva? La risposta dell’Azienda è SI, in relazione alla patologia ed alla gravità della situazione, può essere ricoverato in qualsiasi reparto, dove riceverà le cure specialistiche adeguate e l’assistenza di cui necessità, secondo la propria disabilità.

L’Associazione purtroppo in questo ultimo periodo ha assistito a molti No da parte di strutture ospedaliere, si augura pertanto che questa nuova presa in carico dell’ASST possa realmente rispondere ai bisogni del mieloleso e sia una reale nuova opportunità di cura. Si riportano di seguito le indicazioni per l’accesso al servizio, già diffuse tramite l’Associazione, i Medici di Medicina Generale e le istituzioni territoriali.

La presa in carico dei pazienti mielolesi è effettuata attraverso una visita effettuata da un fisiatra. Le visite si possono prenotare telefonando dal lunedì al venerdì al numero dedicato 02.994304474 dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 15.30. La visita di presa in carico verrà effettuata presso l’ambulatorio fisiatrico del Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale/Postumi Mielolesioni – P.O. di Passirana – piano terra ala Ovest, ambulatori n.1 e n. 2.

ASST Rhodense Riabilitazione Generale Geriatrica – Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale/Postumi Mielolesioni