Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Influenza, verso il picco: "Troppo pochi i vaccinati"

Gennaio per ogni medico significa fare i conti con l'influenza. A darci il quadro della situazione e alcuni consigli di prevenzione, il dottor Cornelio Turri, presidente dell'associazione medici di Legnano.

Il picco dell'influenza non è ancora arrivato, ma «ci sono già forme da raffreddamento e gastroenteriche - spiega Turri -, che di solito arrivano in questi periodi, quando le temperature scendono. Il picco è sempre difficile da stabilire, ci sono annate in cui si ammalano in milioni, altre in cui la situazione è tranquilla e speriamo questo sia un anno così».

«Dalla tosse al mal di gola - prosegue il presidente dell'associazione medici -, ma anche per patologie più gravi, gli ambulatori vengono presi d'assalto in questo periodo. Chi poi ha patologie croniche o fa trattamenti particolari, rischia maggiormente rispetto a chi gode di buona salute. Siamo comunque preparati, ce lo aspettiamo come sempre»

Ovviamente, come sottolineato da Turri, la campagna vaccinale è terminata, «e ora non ha più molto senso vaccinarsi. La vaccinazione, però, come sempre raccoglie numeri inferiori a quelli che dovrebbero essere: se noi copriamo dal 40 al 50% della popolazione, non possiamo pensare di avere grandi risultati. Le vaccinazioni funzionano bene se i numeri sono molto più elevati». 

Importante poi, se si è ammalati, restare a casa per evitare di contagiare altre persone, «soprattutto quando si tratta di persone estremamente fragili: sarebbe opportuno in questo senso che anche i parenti si vaccinassero, anche se stanno bene, per non portare patologie a queste persone, le quali in caso di infezione avrebbe ulteriori complicazioni».

Infine il dottor Turri ha ricordato le regole del "buon senso" come per esempio, quando si esce, «sarebbe bene coprirsi a strati in modo tale che ci sia una adeguata difesa e poi non si rimanga eccessivamente coperti quando invece si entra nei locali riscaldati. Poi ovviamente negli spazi chiusi è bene non tenere temperature eccessive, oltre che per non inquinare, per non avere sbalzi termici tra interno ed esterno dei locali, che è poi l'esatto contrario di quello che succede d'estate, quando invece utilizziamo troppo i condizionatori».

(Manuela Zoni)