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Massimo Maffezzini è il nuovo primario di Urologia

«Prendersi cura della persona, puntando alla qualità delle prestazioni e valorizzando i professionisti dell’azienda con un approccio multidisciplinare»: Massimo Maffezzini, classe 1955, ha le idee molto chiare. E’ il nuovo Direttore dell’Unità di Urologia dell’ASST Ovest Milanese. Coordinerà i servizi e le prestazioni negli ospedali dell’azienda. Il suo iter professionale racconta di esperienze di primo livello in qualità di ricercatore universitario e dirigente medico. Fra queste è da ricordare la sua attività al San Raffaele di Milano, all’Istituto Europeo di Oncologia IEO, all’IRCCS Humanitas di Rozzano e all’Istituto Nazionale dei Tumori.

«L’urologia è strettamente legata all’oncologia – spiega il prof. Maffezzini – la quale determina almeno la metà delle cause di ricovero nei nostri reparti. Negli anni trascorsi allo IEO e all’Istituto Tumori ho potuto verificare direttamente quanto sia importante una stretta sinergia fra specialisti diversi. Nella maggior parte dei casi, dobbiamo prenderci cura di pazienti cosiddetti “fragili”. Per questo stiamo costituendo una equipe che si possa avvalere del supporto di urologi, oncologi, ma anche cardiologi, rianimatori, pneumologi ecc. Professionisti differenti che si pongono quale unico obiettivo quello di curare la persona nella sua complessità. Spesso, infatti, le patologie legate all’Urologia dipendono da altri problemi di natura varia. Questo approccio globale alle cure di qualità rappresenta il filo conduttore della nostra attività».

Il prof. Maffezzini sottolinea, dunque, come, ad esempio «un tumore alla vescica solitamente si impianti in un organismo che comunque rivela altri bisogni e necessità. Il nostro team si occupa di tutto questo in modo coordinato e funzionale».

«Ho trovato a Legnano un’azienda dinamica e molto concreta – aggiunge Massimo Maffezzini – che dispone di strutture eccellenti e all’avanguardia. Il lavoro in equipe sarà il filo conduttore di tutta l’attività del settore. Svilupperemo ulteriormente il reparto di Magenta attraverso una forte interazione con i ginecologi, così come a Cuggiono e Abbiategrasso ci sono le condizioni ideali per curare altri aspetti delle patologie urologiche. Ogni ospedale sarà valorizzato in base alle proprie peculiarità. Attraverso una distribuzione funzionale dei carichi di lavoro e di intervento, le liste d’attesa verranno accorciate sensibilmente».

Il prof. Maffezzini si sofferma poi su altri aspetti legati al suo settore: «L’Urologia è una specialità che presenta un vasta gamma di sotto specialità – afferma il primario –. Punteremo molto sulla chirurgia mini invasiva al fine di ridurre le problematiche pre e post operatorie, attraverso macchinari sempre più innovativi e un capitale umano opportunamente formato e specializzato».

«Il rapporto con i pazienti è la base della nostra attività di ricerca, diagnosi e cura – conclude il prof. Maffezzini –. Si è svolto poco fa a Milano il primo congresso italiano realizzato con l’Associazione Pazienti Palinuro, durante il quale i lavori non erano tenuti solo da specialisti del settore ma soprattutto da pazienti in cura per patologie oncologiche. L’informazione e la testimonianza diretta sono fondamentali. Avvieremo anche nei nostri ospedali, a partire da Legnano, uno sportello informativo esplicitamente dedicato all’Urologia e alle sue molteplici sfaccettature. Uno sportello attraverso il quale si potrà interagire direttamente con i medici».