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RSA Il Palio: convegno ANSDIPP

La Riforma del Terzo Settore, avviata sin dall’anno 2014, ha posto recentemente un significativo tassello al suo compimento: con l’adozione dei decreti concernenti l’istituto del Cinque per Mille (D.Lgs. 111/2017), la revisione della disciplina dell’Impresa Sociale (D.Lgs. 112/2017) e il Codice Unico del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) è stata data attuazione alla Legge n. 106/2017 di delega al governo per la Riforma del Terzo Settore.

La Legge Delega ha previsto un significativo intervento di riordino della disciplina del Terzo Settore, da sempre caratterizzata per la sua disomogeneità e stratifi- cazione normativa. Tale obiettivo è stato realizzato, in particolare, dal Codice del Terzo Settore, il quale rappresenta il primo tentativo di armonizzare e unificare, laddove possibile, la disorganica disciplina dei soggetti no profit. La rilevanza e l’ampiezza della Riforma in atto emergono dall’introduzione di una nuova categoria generale sotto il nome di Enti del Terzo Settore (ETS), alla quale possono ricondursi taluni soggetti che, per la loro qualifica soggettiva, sono considerati ETS di diritto (Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, Enti Filantropici, Imprese Sociali, Reti Associative e Società di Mutuo Soccorso), nonché quei soggetti di natura fondativa o associativa che operano senza scopo di lucro, svolgono attività di interesse generale e sono iscritti nel Registro del Terzo Settore. Il Codice richiede dunque lo svolgimento di una o più attività di interesse generale, nonché l’iscrizione al Registro Unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS) che, insieme all’assenza di scopo di lucro, costituiscono i requisiti fondamentali per l’assunzione della qualifica di ETS.

Con il processo di riordino di tali soggetti si è proceduto, inoltre, all’abrogazione della normativa in tema di Onlus (artt. 10 e ss. D.Lgs. 460/1973), con ricadute fiscal tributarie delineate nel nuovo regime introdotto dalla Riforma. La disciplina fiscale, di cui al Titolo X del Codice, ha previsto particolari agevolazioni e benefici in materia di imposte indirette e tributi locali per tutti gli Enti del Terzo Settore, superando però il concetto tipico per le Onlus di presunzione di non commercialità dell’attività ed istituendo un regime di favor. Il processo di compimento della Riforma, tuttavia, non può ritenersi concluso: sono infatti attesi circa quaranta decreti ministeriali attuativi, nonché approfondimenti e provvedimenti interpretativi delle nuove disposizioni di legge. Non resta dunque che attendere l’emanazione di questi nuovi provvedimenti al fine di valutare l’opportunità di acquisire la qualifica di ETS o di intraprendere percorsi di differenziazione soggettiva.