Il rischio Burn Out nelle professioni sanitarie

Il periodo critico legato al Corona virus purtroppo è destinato a non risolversi in breve tempo.

Se da un lato al popolo  è chiesto un grande impegno e senso civile nel rispettare le direttive del governo, c’è  una parte di questo  popolo che è impegnato su un doppio fronte: come cittadino ma anche come professionista. Il riferimento è a medici,infermieri, ausiliari e tutte le categorie professionali  che operano nel sanitario.

Per loro  il corona virus rappresenta una situazione   ad elevatissimo  potenziale stressogeno e traumatico, non solo per il rischio di contrarre il virus, ma anche per  ciò che riguarda la sindrome da” Burn out professionale” dovuto al  carico di impegno fisico, presenza  sul campo( turni allungati senza adeguato  riposo) e al coinvolgimento emotivo  e nervoso ( difficoltà a “staccare la spina”   per  pensare a qualcos’altro per riposarsi e ricaricarsi)

 La definizione di Stress  Burn out  fu coniata negli Anni 70 negli Stati Uniti  e un fondamentale contributo fu dato dalla dott.ssa  Christina Maslach che l’ ha definito come “una sindrome da esaurimento fisico ed  emotivo, da riduzione delle capacità personali che può presentarsi in soggetti che per professione si occupano della gente” e ancora “una reazione alla tensione emotiva cronica creata dal contatto continuo con altri esseri umani, in particolare quando essi hanno problemi o motivi di sofferenza”.

Il burn out si può verificare in tutti  gli ambiti  lavorativi ma  certamente  nelle  professioni d’aiuto è maggiormente  presente  perché  per  il professionista il rischio è di  caricare  la professione di significati e aspettative che se non vanno a buon fine producono un effetto  distruttivo a livello emotivo ed esistenziale.

La Maslach indica 4 importanti fasi nello sviluppo del  burn out:

1)Fase dell’entusiasmo idealistico e delle aspirazioni, aspettative grandiose( desiderio di aiutare e tutto e tutti  oltre orari accettabili e sostenibili)

2) Fase dello stress lavorativo, in cui si avverte un progressivo squilibrio tra richieste e risorse, analisi dei risultati  attesi.

3) Fase di esaurimento, in cui si comincia a pensare di non essere in grado di aiutare realmente nessuno o almeno per  quello che si sperava : compare la tensione emotiva, l’irritabilità, ansia, angoscia. Si sperimenta la  “mancanza di controllo”.

 4) Fase della conclusione difensiva o alienazione, con disinteressamento emotivo nel lavoro, apatia, rigidità e stress ed esaurimento  fisico.

Ora una domanda fondamentale: come evitare di arrivare al born out nell’ interesse del l’ operatore e del paziente?

Sarebbe banale, superficiale ed irrispettoso per  chi lavora giorno e notte  elencare le strategie di  prevenzione convenzionali da burn out (basate ad e empio sull’ analisi dell’ organizzazione lavorativa)

Siamo di fronte ad una situazione straordinaria, fuori dall’ ordinario appunto,  drammatica, di continua emergenza(almeno fino adesso) e lotta contro il tempo che necessariamente richiede il massimo impegno e  disponibilità da  parte degli operatori sanitari.

A loro va la nostra vicinanza ,sostegno e  comprensione , ma ciò che la Maslach  sottolinea  è che semplicemente non bisogna dimenticarsi l’ importanza del  far parte di un  gruppo, di avere una guida, del senso di appartenenza e sostegno che lo stesso garantisce all’ individuo. Il primo passo per evitare un  esaurimento psicofisico professionale  è accettare di  “essere esseri umani”,  con i nostri limiti per non sentirsi soli di  fronte a un problema così grande e appena (sarà) possibile garantirsi  periodi di riposo.

Si ricorda  che l' ASST OVEST MI -  UOSD di Psicologia Clinica  ha attivato uno spazio gratuito di sostegno psicologico  dedicato agli operatori sanitari impegnati nella gestione del “Coronavirus”.
Per attivare il servizio, contattare il numero 0331/449339 oppure inviare una mail a: serviziopsicologiaclinica@asst-ovestmi.it

Dott. Francesco Fisichella

Psicologo Psicoterapeuta Legnano

www.francescofisichella.com

(immagine in copertina da infermieristicamente.it)