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Fratus ai domiciliari, spunta una nuova nomina "personalizzata"

La richiesta di dimissione del sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, attualmente agli arresti domiciliari, arriva anche in Regione Lombardia. Nella foto di copertina la protesta del gruppo del M5S Lombardia che ha esposto nell’aula del Consiglio regionale i cartelli con la scritta "Sindaco Fratus dimettiti #Leganoalvoto" rivolgendosi al gruppo consiliare regionale della Lega Nord.«La Lega -  ha spiegato il consigliere regionale del M5S Gregorio Mammì - deve fare dimettere una volta per tutte Fratus, l’ex sindaco di Legnano ai domiciliari da maggio scorso. È inaccettabile ed è una vergogna, l’interesse dei cittadini e la legalità vengono prima degli interessi di partito. Ci auguriamo che la Lega Nord e che Attilio Fontana facciano da tramite con Matteo Salvini perché dimettano Fratus».

Pochi giorni prima del ritiro delle dimissioni il Gip del Tribunale di Busto Arsizio aveva nuovamente respinto l'istanza di revoca degli arresti domiciliari. Istanza che aveva già ricevuto parere negativo dal sostituto procuratore Nadia Calcaterra della Procura di Busto Arsizio. Per il Pm infatti nonostante la presa di coscienza dimostrata da Fratus durante l'interrogatorio di garanzia, il sindaco ha comunque cercato di ridimensionare il proprio ruolo e la propria consapevolezza rispetto ai fatti contestati, fornendo una ricostruzione dei fatti poco credibile e in contrasto con quanto emerso dalle indagini. Dal quadro ricostruito dalla procura emerge infatti che l'atteggiamento e le finalità che hanno caratterizzato i fatti contestati agli indagati sarebbero un modus operandi consolidato. A riprova anche una intercettazione sulla nomina politica di un consigliere del Cda di Aemme Linea Distribuzione per la quale il primo cittadino ha dichiarato, parlando con il segretario cittadino Mirko Gramegna, di non essere interessato alla serietà e capacità della persona da inserire, ma di ricercare una persona, dice Fratus, «che la conosciamo, che se gli diciamo che deve fare A, faccia A». Come riporta Varesenewspoi Gramegna avrebbe proposto per tale ruolo sua moglie. L'incarico, ricordiamo, non è mai stato assegnato.