Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Ricorso al TAR: dopo la discussione, attesa per il "verdetto"

É stato discusso mercoledì 5 giugno davanti al TAR il ricorso presentato dal Comitato Legalità a Legnano contro l'intervento sostitutivo del difensore civico regionale - che nei mesi scorsi aveva permesso all'ormai ex giunta Fratus di riottenere il numero legale necessario per l'operatività del consiglio comunale - e l'atto di surroga del commissario nominato dal difensore civico.

«Abbiamo fatto rilevare al TAR che ad oggi permane il nostro interesse rispetto alle richieste formulate - spiega l'avvocato Alberto Fedeli, nel pool di avvocati che assiste il comitato -: le dimissioni del sindaco non saranno infatti efficaci fino al 9 giugno, ovvero fino a quando sarà trascorso il termine di venti giorni previsto dalla legge per una eventuale revoca, quindi ad oggi c'è un consiglio comunale in carica in base ai provvedimenti che abbiamo impugnato. Abbiamo sottolineato che ad oggi permane una situazione di incertezza che richiede una soluzione».

Il giudice amministrativo scioglierà nei prossimi giorni la riserva. Tre le strade che il tribunale amministrativo potrebbe percorrere: una pronuncia cautelare, cioè di semplice sospensione dei provvedimenti impugnati; una sentenza in forma semplificata, ovvero una sentenza "veloce" che chiuda anche nel merito la vicenda; oppure, sempre nell'ambito di una pronuncia cautelare, il TAR potrebbe non ritenere sussistente un pericolo grave ed irreparabile, viste le dimissioni depositate dal sindaco, lasciando così in piedi la causa. Che però dopo il 9 giugno rischierebbe di "sfumare" comunque per la cessazione della materia del contendere, dato che una volta diventate effettive le dimissioni il consiglio comunale verrebbe ugualmente sciolto. 

Dal "verdetto" del TAR dipendono anche le sorti di tutti gli altri atti adottati dal Parlamentino di Palazzo Malinverni dopo la surroga ad opera del commissario ad acta: l'accoglimento del ricorso del comitato, infatti, potrebbe "cancellare" di conseguenza anche tutte le altre delibere, e soprattutto il bilancio di previsione, che dovrebbe essere quindi ri-adottato dal commissario prefettizio. L'emissario della Prefettura, peraltro, avrebbe in ogni caso margine di intervento sul documento approvato ad aprile tramite eventuali variazioni.

(Leda Mocchetti)