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Esternalizzazione nido Soldini, le minoranze non ci stanno

«L'asilo nido Soldini deve rimanere un servizio pubblico». Le opposizioni castellanzesi tornano a ribadire la loro contrarietà all'esternalizzazione dell'asilo Soldini pur con tutte le tutele per famiglie e lavoratori messe in campo dall'amministrazione comunale. 

  Una operazione, secondo le minoranze, politicamente sbagliata e che non porta vantaggi economici: «Tenendo conto che non si può tagliare su personale e servizi, Il risparmio è irrisorio - spiega Paolo Colombo (F.I.) -  non ne vale la pena, il servizio deve rimanere comunale», soprattutto perchè, interviene Mino Caputo (gruppo misto), «non ci sono garanzie sul mantenimento della qualità del servizio, se non in un bando che non è ancora possibile visionare». Le promesse fatte dal sindaco Mirella Cerini sulle rette che non subiranno rincari e le motivazioni di una scelta che si basa su diversi fattori, tra cui una migliore organizzazione del servizio, non bastano. Angelo Soragni (Lega Nord) ne fa una questione politica: «Servizi primari come l'asilo nido devono essere gestiti dal Comune che deve fare di tutto per aiutare le giovani coppie. Io sono per l'estensione a fasce Isee più alte della misura dei nidi gratis, oltre che per la distribuzione di latte e pannolini lavabili», dice l'esponente del Carroccio che propone di «accorpare i servizi educativi a quelli dei servizi sociali, settore che da solo ha un bilancio di 2milioni di euro, e di utilizzare per la gestione dei nidi una parte degli introiti delle multe che quest'anno sono pari a 800mila euro: cosa vuoi che siano 70mila euro di contributo comunale per garantire un servizio tanto importante?». A non piacere sono anche le modalità messe in campo dall'amministrazione che «ha sì incontrato famiglie e sindacati ma a decisioni già prese, in modo del tutto autoritario», sono le parole di Michele Palazzo (Sognare Insieme Castellanza) che ritiene questa esternalizzazione «il fallimento delle politiche sociali di questa giunta che non è riuscita nemmeno a trovare un accordo con il sindacato». 

 

(Valeria Arini)