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Crisi giunta Fratus, al via l'iter per riattivare il Consiglio Comunale

Dal difensore civico regionale arriva l'ok per l'avvio della procedura per la surroga di Mattia Rolfi: l'iter prevede la nomina di un commissario ad acta per effettuare la surroga, necessaria per avere il numero legale per lo svolgimento della seduta di Consiglio Comunale e quindi approvare il bilancio e procedere con le surroghe degli altri consiglieri dimissionari. 

«Il sindaco mi ha denunciato la situazione e nel rispetto della mia funzione ho deciso di avviare la procedura per la nomina del commissario ad acta per la surroga - spiega Carlo Lio -. Per questo motivo ho fatto partire la diffida che dà tempo cinque giorni per procedere: poi, verrà nominato il commissario».

Alla base della decisione del difensore civico, chiamato in causa dal sindaco Gianbattista Fratus, la non contestualità delle dimissioni (Rolfi si è dimesso prima per motivi personali): «Per la funzione che ho non posso tenere ferme le bocce in attesa del parere ministeriale, non posso esimermi dal pronunciarmi. Ho preso in analisi non solo il caso di Quarto (che era stato preso ad esempio nei giorni scorsi dai consiglieri dimissionari, ndr) ma anche altri casi in Italia: non c'è un parere unitario di cui prendere atto, quindi mi assumo le mie responsabilità e secondo la mia lettura delle norme ho deciso di dare avvio della procedura».

L'azione del difensore civico è autonoma, quindi Carlo Lio non ha avuto bisogno di attendere il responso della Prefettura: «Se poi arrivasse un parere superiore, ubi maior minor cessat», conclude il difensore. 

Intanto il Movimento 5 Stelle è già pronto a presentare ricorso: «C'è ancora da aspettare il parere finale del Prefetto - commenta il deputato pentastellato Riccardo Olgiati - ma per me c'è stato un abuso totale delle funzioni del difensore civico regionale, quindi ritengo che la strada ora sia quella di far partire immediatamente un ricorso contro la decisione».

«Il Prefetto non permetta un’inaudita forzatura e commissari subito il comune di Legnano - fanno eco Pietro Bussolati e Fabio Pizzul, consigliere regionale e capogruppo Pd in Regione Lombardia -. Le dimissioni della metà più uno dei consiglieri comunali comportano la chiara volontà politica di far decadere l’attuale amministrazione comunale. Le leggi vanno rispettate e se così non fosse, se davvero si volesse mettere in atto una grave forzatura, noi saremmo pronti a sostenere il Pd di Legnano in tutte le forme di protesta che riterrà di compiere, compreso il ricorso alla magistratura».

(Valeria Arini)