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Rho contro il Decreto sicurezza, il PD: "Volevamo dibattito con la Lega"

Il consiglio comunale di Rho ha votato contro il decreto sicurezza del ministro Salvini. Sono stati tredici i voti a favore della proposta esposta dal consigliere Calogero Mancarella (Partito Democratico), osteggiata invece dai consiglieri di opposizione, dal centrodestra al Movimento 5 Stelle. Astenuti il presidente del consiglio Giovanni Isidoro (astenuto perchè si tratta di una legge firmata anche dal Presidente della Repubblica) e il consigliere Saverio Viscomi (PD).

A qualche giorno dalla discussione in consiglio, avvenuta martedì 5, il Partito Democratico commenta quanto avvenuto, criticando la mancata presa di parola della Lega durante il dibattito. I consiglieri del Carroccio Stefano Giussani e Simone Giudici hanno cercato di prendere la parola a discussione chiusa, suscitando momenti di polemica. Il primo ha rinunciato alla parola in quanto fermato sul nascere perchè si stava per svolgere la votazione della mozione, il secondo ha commentato brevemente il voto, difendendo il decreto Salvini e lodando l'astensione del presidente del consiglio comunale.

Di seguito la posizione del Partito Democratico rhodense.


Durante il consiglio comunale di mercoledi 5 febbraio i gruppi di maggioranza hanno presentato un ordine del giorno concernente il Decreto Sicurezza, al fine di discutere ed evidenziare Ie ricadute concrete di tale normativa sul territorio del nostro Comune. L’ordine del giorno aveva I’obiettivo di generare un confronto tra Ie diverse forze politiche rappresentate in consiglio comunale, confronto che é tuttavia venuto a mancare a causa del totale silenzio da parte dei consiglieri della Lega, direttamente chiamati in causa.

Dopo Ia presentazione e argomentazione dell’ordine del giorno ci si aspettava una risposta, un dibattito, un confronto con i consiglieri della Lega, che hanno invece preferito rinchiudersi in un anonimo, quanto imbarazzante, silenzio. Cosa ancora più singolare, a votazione conclusa e senza possibilità di replica, é stato I’intervenuto del consigliere della Lega Giudici che ha ”condannato” il mancato dibattito. Mancato dibattito dovuto proprio al silenzio da parte dei consiglieri di opposizione.

Il Partito Democratico si é fatto sostenitore di questo ordine del giorno per sottolineare alcune criticità del D.L. n.113/2018. Anzitutto é stato peculiare il percorso cli approvazione di tale decreto, tramite il voto cli fiducia da parte del governo, voto che annulla di fatto qualsiasi confronto Parlamentare. Poco giustificato é stato anche il ricorso alla decretazione d’urgenza: il D.L. n. 113 tratta infatti tematiche e normative diverse tra Ioro; é chiaro tuttavia come il nucleo principale di norme sia dedicate al tema dell’immigrazione e all’abrogazione del permesso cli soggiorno c.c. per motivi umanitari. Dove risiede allora Ia giustificazione del carattere di urgenza ed emergenza se, stando ai dati del Ministero dell’lnterno, i numeri delle richieste di permesso di soggiorno per motivi umanitari si é ridotto a 39mila
nell’agosto 2018, ossia circa 100 mila in meno rispetto all’anno precedente?

Si tratta inoltre di un decreto che aumenta notevolmente il numero dei reati ostativi all’ottenimento del permesso di soggiorno e che introduce Ia facoltà di revoca della cittadinanza come conseguenza della condanna per determinati reati: questo comporterebbe una ingiustificata discriminazione tra Io status di cittadino ”per nascita” (non soggetto ad alcuna revoca) e quello acquisito dagli stranieri.

Il Decreto Sicurezza si inserisce in quella linea politica che vorrebbe sfruttare a fini propagandistici il diritto penale e il processo penale, immaginando un sistema penale incentrato sulla punizione come soddisfacimento di un sentimento di vendetta e non come strumento di reinserimento del reo
all’interno della società. Esemplare e significativa in questo senso é stata Ia vicencla dell’arresto di Battisti e il video diffuse dal Ministro della Giustizia Bonafede.

Di tutto questo, e non solo, i partiti di maggioranza avrebbero voluto generare un dibattito e un confronto in consiglio comunale, ma il silenzio dei colleghi della Lega ha annullato qualsiasi possibilità di discussione.

Partito Democratico Rho

(Chiara Lazzati)