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Consiglio comunale in stazione, Vignati: «I problemi si affrontano nelle sedi adeguate»

«I problemi di una comunità si affrontano nelle sedi adeguate e preposte a tale funzione, non nelle piazze, nei bar, in luoghi più o meno identificabili». Così Maria Carla Vignati, presidente del Parlamentino rescaldinese, replica alla proposta del Movimento 5 Stelle di "traslocare" in stazione, o comunque nelle vicinanze, la sede dell'assise consiliare fino alle prossime elezioni.

La scelta, secondo il M5S, sarebbe un segnale "forte e chiaro" nella direzione della sicurezza, mandato - ovviamente in chiavi di letture diverse - tanto ai cittadini quanto a chi delinque in zona. Ma la ricostruzione dei pentastellati non convince Vignati, che ha deciso, a scanso di qualsiasi possibile equivoco, di rispondere pubblicamente alla proposta avanzata dal consigliere Massimo Oggioni, per evitare ogni possibile accusa «di non dare voce alle minoranze, di togliere la parola e quanto altro».

«Certo che l’amministrazione deve tenere conto, tra le sue priorità, dei problemi dei cittadini, deve garantire sempre la sicurezza e il benessere degli individui che vivono nel suo territorio - scrive il presidente del consiglio comunale -. Non credo che gli abitanti di Rescaldina si possano sentire più tutelati, o meno abbandonati dalle istituzioni, se in una fredda sera di gennaio vedessero i consiglieri e il sindaco discutere davanti alla stazione ferroviaria. Amministrare è una "cosa" seria (res publica), non un corteo, un'esposizione, un ritrovo di alcune persone che tengono più alla forma che alla sostanza. Ricordiamoci il motivo per cui siamo stati eletti, o meglio ricordatelo voi del Movimento 5 Stelle!».

Senza contare che la proposta del Movimento 5 Stelle per Maria Carla Vignati è «incompleta e poco fattibile»: «Se rispondessi come l’istinto mi suggerisce, direi senza ombra di dubbio che la proposta dei 5 Stelle, mi pare incompleta e poco fattibile - spiega il presidente dell'assise consiliare -: perché non convocare i prossimi consigli comunali nei boschi di Rescaldina, ritrovo abituale di tanti disperati o nei pressi della piattaforma ecologica, oppure ancora nei luoghi più desolati del paese? Perché la vostra sceltà scelta è caduta solo sulle zone limitrofe alla stazione Trenord?».

(Leda Mocchetti)