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Variante PGT, Lega: «Dal PD nessuna volontà di confronto»

«Fanno sorridere le dichiarazioni del PD legnanese che tramite il segretario di partito dichiara che la l’amministrazione è confusa, quando nella realtà dei fatti quelli realmente confusi e senza contenuti sono invece loro». Così la Lega archivia le accuse di «strategie urbanistiche in stato confusionale» rivolta all'amministrazione guidata da Gianbattista Fratus dal Partito Democratico in merito all'avvio del procedimento di revisione e semplificazione del piano delle regole e dei servizi del PGT deliberato dalla giunta lo scorso martedì 3 luglio.

Ma prima di mandare in soffitta i dubbi e le perplessità manifestati da via Bramante, il Carroccio ribatte punto su punto. «La variante all’impianto normativo del PGT fu dall’amministrazione Fratus e dall'assessore Alpoggio già annunciata ad inizio mandato nonchè in campagna elettorale, quindi un obiettivo chiaro e definito da tempo - spiegano da via per Castellanza -. Sulle aree dimesse, che dovrebbero poter offrire, secondo il PD, la possibilità di proporre architetture innovative, con la loro variante generale avviene invece l’esatto opposto. Invitiamo a vedere le prescrizioni della scheda della Manifattura che ne è un esempio eclatante che qualsiasi persona, anche non esperta in materia, può ben comprendere».

«Asserire che il piano delle regole "si occupa dell’esistente" (e che si ha un approccio contradditorio) è completamente errato e denota una profonda mancanza di conoscenza della materia - continuano dalla Lega -, stessa ignoranza manifestata in consiglio comunale dai suoi consiglieri che durante il dibattito sull’interpretazione dell’art.3.7 del Piano delle Regole, quando è stato loro chiesto di spiegare l’emendamento da loro stessi presentato hanno risposto che non sapevano discuterlo in quanto troppo tecnico per loro (complimenti!). Questo a riprova di quanto asserito nell’assise comunale dall'assessore Alpoggio e motivo della netta presa di posizione e conseguente ritiro dell’interpretazione; ovvero che non vi era una nessuna reale volontà di confronto per un risultato concreto, ma la sola volontà di fare l’ennesima caciara di bassa politica senza contenuti né concretezza alcuna. Amministrare la cosa pubblica è una cosa seria, non si può sempre fare il “circo” pensando che il consiglio comunale sia un palcoscenico».