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Amga, i soci di minoranza chiedono un confronto

Le dimissioni di massa del consiglio di amministrazione di AMGA SpA non smettono di far discutere. Ad intervenire sulla vicenda che ha coinvolto la partecipata che vede in Palazzo Malinverni il proprio socio di maggioranza, sono ora i comuni di Arconate, Canegrate, Dairago, Magnago, Robecchetto con Induno, San Giorgio su Legnano e Villa Cortese: in poche parole, i soci di minoranza.

I sette comuni, che comprendono «le motivazioni e le preoccupazioni espresse dal presidente Geroldi» nella lettera con cui ha rassegnato le dimissioni, chiedono ora a gran voce a Legnano una «convocazione urgente dell'organo del controllo analogo», per comprendere come si è giunti «a questa difficile situazione».

Di seguito il comunicato integrale.


I comuni soci di AMGA quali Arconate, Canegrate, Dairago, Magnago, Robecchetto con Induno, San Giorgio su Legnano e Villa Cortese apprendono con grande rammarico le dimissioni irrevocabili del presidente Giovanni Geroldi e dell’intero consiglio di amministrazione. 

Come soci di “minoranza” comprendiamo le motivazioni e le preoccupazioni espresse dal presidente Geroldi nella lettera di dimissione e rinnoviamo, tramite questo comunicato, la nostra stima e gratitudine al presidente e a tutto il CDA per la professionalità dimostrata e profusa nel corso di questi anni.

Abbiamo richiesto in queste ore una convocazione urgente dell’organo del controllo analogo al presidente e sindaco di Legnano Gianbattista Fratus per avere, prima dell’assemblea dei soci convocata per il giorno 17 gennaio 2018, un confronto aperto sulle motivazioni per cui si è giunti a questa difficile situazione.

Auspichiamo che la gestione futura dell’azienda continui ad essere ispirata al principio della condivisione dei progetti e delle strategie attraverso lo strumento del controllo analogo. Siamo comunque certi che gli interessi dei cittadini e del territorio prevarranno al cospetto delle singole partecipazioni in AMGA dei Comuni soci.